Via libera della Camera al decreto Elezioni. La parola al Senato

Via libera della Camera al decreto Elezioni. La parola al Senato

Il decreto Elezioni è stato approvato ieri alla Camera con 275 voti favorevoli e ora passa al Senato per l’approvazione definitiva.

Questo provvedimento, in seguito all’emergenza causata dall’epidemia di Covid-19 che ha investito il nostro Paese, rinvia all’autunno le elezioni regionali e comunali, le suppletive per il Senato e il referendum per il taglio dei parlamentari.

Viene istituito il cosiddetto “election day”, una proposta che il MoVimento 5 Stelle porta avanti da tempo e che prevede un’unica tornata elettorale, suddivisa in due giorni, quelli di domenica e lunedì, in cui far confluire sia il voto amministrativo sia il referendum. L’obiettivo è proprio quello di evitare di richiamare i cittadini alle urne a più riprese, aumentando così i rischi per la salute.

La scelta di non andare al voto nella stagione estiva nasce anche in considerazione del fatto che una tornata elettorale non si esaurisce nel giorno delle elezioni, perché bisogna tener conto di tutta la fase antecedente di preparazione. Parliamo della campagna elettorale, del programma, degli incontri e della corretta informazione dei cittadini, che vanno svolte garantendo la sicurezza e assicurando a tutti l’esercizio delle libertà politiche e civili.

Anche per questi motivi, è stato deciso responsabilmente di posticipare le consultazioni elettorali in autunno. Tutte le scelte che hanno dato origine al provvedimento tengono in considerazione il parere del Comitato tecnico scientifico, che su richiesta del governo ha suggerito che l’esercizio del diritto di voto si compia nel rispetto del principio di massima precauzione, in considerazione del fatto che l’infezione da coronavirus potrebbe aumentare con le basse temperature.

Da questa considerazione è scaturita l’individuazione dell’unica finestra possibile, ovvero quella di settembre 2020. Il voto è un diritto e un dovere civico, e con questo provvedimento ne assicuriamo il pieno esercizio tutelando anche la salute pubblica.