Vi va di condividere qualche riflessione sulle parole di Giuseppe Conte?

Ieri sera come molti di noi ho ascoltato le parole di Giuseppe Conte.

Sono sincero, le ho ascoltate con grande speranza, un’aspettativa che ritrovo rinnovata dall’entusiasmo e dalla voglia di fare con cui mi sono svegliato questa mattina. Certo, per quanto dette bene, al momento si tratta solo di parole e tutto dipenderà da come noi sapremo affrontare questa nuova sfida. Credo però che quella tracciata sia la strada giusta. Ho ritrovato temi e concetti nei quali credo e per i quali, insieme a molti di noi, ci battiamo da tempo.

TEMI: Sono orgoglioso che il Movimento Cinque Stelle sia stata e continui a essere l’unica forza politica nella storia d’Italia, ad aver messo veramente l’ambiente al centro della propria azione politica. Si può fare di più? Certo e non vedo l’ora. Però prima di noi di economia circolare, sviluppo sostenibile, cambiamenti climatici, dissesto idrogeologico, consumo di suolo, transazione ecologica non se ne sentiva neanche parlare. Ora l’ambiente al centro del dibattito politico e mediatico. Al punto che molti, troppi e poco credibili, stanno cercando di cavalcare l’onda verde. Grazie anche al lavoro del ministro

Sergio Costa abbiamo portato a casa più risultati noi in tre anni, che tutti gli altri messi insieme in trenta. È questo che dobbiamo raccontare è da qui che dobbiamo ripartire.

TERRITORIO. Tutto parte dai Comuni. È qui che il Movimento deve tornare a essere presente, come purtroppo non lo è più. Per essere incisivi, per raggiungere risultati concreti serve capire quali battaglie combattere, quali possiamo vincere e come possiamo davvero incidere sulla vita dei cittadini. Serve struttura e organizzazione. Fondamentale, in questo senso, non disperdere il grande lavoro portato avanti durante gli Stati Generali.
ORGANIZZAZIONE. Lasciare le iniziative sul territorio alla buona volontà, alla generosità e al cuore dei nostri attivisti è ciò che ci ha permesso di esistere e di entrare nelle istituzioni. Sono passati più di dieci anni. Molti nelle istituzioni sono entrati, molti hanno tradito, altri hanno mollato. Chi è rimasto al banchetto in piazza è comprensibilmente stanco e si sente abbandonato. Bisogna dare ascolto sì, ma soprattutto mezzi, risorse e organizzazione. Lo ripeto da anni, al punto che alcuni (guarda caso gli stessi che hanno tradito o mollato) per questo mi hanno spesso accusato di non si sa bene che cosa. Continuo a credere che le persone devono vedere e toccare l’azione e i risultati del Movimento nel proprio Comune. Solo così possiamo tornare a vincere laddove è più importante.
LOMBARDIA. Questo punto merita un discorso a parte, ma ci tenevo a inserirlo, perché La nostra regione è la più provata d’Italia dalla pandemia, complici anche le inefficienze di un’amministrazione il cui mandato è stato un susseguirsi di scandali, errori e disagi per i cittadini. Organizzazione, competenza e merito sono ciò che nei palazzi della politica lombarda mancano da troppo tempo. Senza considerare i risvolti etici e morali legati ai recenti sviluppi dei problemi giudiziari del governatore Fontana. Una sequenza di inchieste che hanno gettato su questa splendida regione, sui suoi cittadini e sulle sue imprese l’ennesima insopportabile ombra. C’è bisogno e grande voglia di ripartire, ma tutti sanno che sarà difficile per la Lombardia riuscirci se non dopo essersi lasciata alle spalle il peso legato ai guai di questa amministrazione. I lombardi hanno voglia di ripartire, esattamente come il Movimento Cinque Stelle, dimostriamo loro che possiamo farlo insieme.
DIVISIONI. Basta! Non se ne può più. Trovo le divisioni interne siano stucchevoli per chi vi assiste da fuori e soprattutto inutili per i cittadini. Sia che si tratti di fare a gara a chi la fa più lontano, sia che si tratti di giocare a quel giochino del “io sono più duro e puro di te”, dove guarda caso chi si professa integralista è sempre il primo a finire a prendere lo stipendio pieno in altri partiti. Basta, davvero. Chi è capace sia lasciato lavorare. Chi ha la propria ragione di esistere solo nel contestare il lavoro degli altri, si faccia da parte. Senza rancore, ma c’è troppo da lavorare, non possiamo perdere tempo.
MERITO. La meritocrazia deve orientare le nostre scelte sulle persone che ci rappresenteranno o che lavoreranno nelle istituzioni. Troppi nel corso di questa legislatura hanno tradito. È evidente siano stati commessi errori nei meccanismi di scelta. Nello scegliere persone non legate al nostro Movimento. Occorre in questo senso una revisione. Come? È una bella sfida. Credo che la formazione potrebbe essere parte della risposta. Il resto è uno spazio bianco che dobbiamo riempire al più presto.
LAVORO. Troppo spesso dimentichiamo il grande lavoro e i risultati che abbiamo saputo raggiungere. Abbiamo realizzato ciò che per anni ci hanno insegnato essere impossibile. Reddito di cittadinanza, decreto dignità, spazzacorrotti, ecoreati, taglio dei vitalizi, Recovery Fund, Superbonus 110% sono lì a dimostrare i risultati che siamo stati capaci di raggiungere. Di questo dobbiamo essere fieri. Questo dobbiamo raccontare a testa alta. Perché non c’è propaganda di altri partiti, giornale di parte o salotto televisivo di sorta che potrà mai portacelo via.

Raggiunti molti dei nostri obiettivi, grazie al nostro lavoro, ora si prospettano nuove sfide.

A cominciare dalla transizione ecologica che deve guidare la ripresa del nostro Paese attraverso lo sviluppo sostenibile, la tutela dell’ambiente e della salute. Sono convinto che il Movimento Cinque Stelle sia l’unica forza politica in grado di poter realizzare tutto questo. La nostra storia è qui a dimostrarlo e tutte le difficoltà che potremmo avere in questo difficile percorso, sono certo valgono lo sforzo in nome di un risultato così grande. A riveder le stelle.



Di Massimo De Rosa:

FONTE : Massimo De Rosa