Vi do una notizia sull’Afganistan.

Vi do una notizia sull’Afganistan. So che lo sapete, ma devo dirlo: ABBIAMO PERSO LA GUERRA, SVEGLIA!

Nel 2001, sull’onda dell’America Day organizzato da Giuliano Ferrara per le strade d’Italia e un gran battage tv di RAIMEDIASET, Silvio Berlusconi dichiarava guerra. L’Italia invadeva l’Afganistan nel 2002, dopo averla bombardata via aerea, provocando la morte di migliaia di famiglie ridotte alla fame in 20 anni e permesso ai narcos di re-impiantare la più grande produzione mondiale di oppio su tutto il suolo afgano, precedentemente bandito dai Talebani per motivi religiosi. A pensar male, sembra quasi che in Afganistan ci siamo andati a esportare la droga per autofinanziarci i mercenari (l’esercito più numeroso della coalizione) visto che Bin Laden manco era Afgano ma Saudita ( i famosi “rinascimentali”) e non è stato neanche ucciso là ma in Pakistan (altro alleato dell’Italia ) Nel 2020 l’Italia ha firmato la resa a Doha con i Talebani. Quando invadi uno Stato straniero e poi ti arrendi, firmi e ti ritiri, tu col nemico ci hai già “parlato” e non ti rimane che “parlarci” ancora e ancora e ancora… visto che la guerra non gliela puoi più fare… forse non è chiaro che lo sconfitto di una guerra, a maggior ragione se invasore – e l’Italia È l’invasore dell’Afganistan. E così verrà ricordata dalla storia, dai popoli – non può più minacciare nessun ricorso alle armi perché ha FIRMATO UN TRATTATO DI RESA. SAPEVATELO! Ci siamo ufficialmente arresi con un armistizio nel 2020, anche se la chiamano “conferenza” per addolcire la pillola. Cari concittadini, caro Beppe… è ora di elaborare il lutto. Di Maio è solo un realista, pragmatico. L’Italia ha perso la guerra e dopo 20 anni, qualcuno molto più giovane di te, che all’epoca portava ancora i calzoncini corti , ha solo avuto il coraggio di sbatterci in faccia la verità. Così bruciante e per questo così odiosa. Questa non è la sua guerra, la mia, la tua. Che cazzo ci facciamo in culo alla luna dopo 20 anni di invasione, te lo devi chiedere pure tu caro Beppe… Non c’è un modo onorevole per perdere una guerra. È sempre disonorevole. Allungare l’agonia e le sofferenze di chi hai invaso, questo si, è “fuggire” dalla realtà. Ammettere la sconfitta e ritirarsi per restituire un pezzetto piccolissimo di dignità a un popolo oltre che a noi stessi che la guerra dovremmo “ripudiarla”, non è “fuggire”, è l’amara cruda, constatazione di un errore, uno sbaglio non nostro, ma di cui ci assumiamo la piena responsabilità essendo Italiani. “Parlare” con il nemico dopo una sconfitta come dice il Presidente Conte, non è riconoscere il nemico. Il nemico si è già legittimato da solo quando ha vinto… Come puoi perdere una guerra contro qualcuno che non esiste?? “Dialogarci” è una necessità essendo l’unico mezzo che ti rimane per tutelare le centinaia di migliaia di persone che hanno collaborato e creduto all’Italia.

Ps: le stesse identiche parole di Conte (LE STESSE!) ribadite ieri sera dal commissario UE Borrell e dal portavoce dei rifugiati Onu il giorno seguente.

Stefano Ragusa