Verginita’ giornalistiche logorate da anni di servilismo

Di Alberto Giardini:

Credo che le proteste dei giornalisti alle dichiarazioni di Di Maio e Di Battista, non siano affatto spontanee ma organizzate proprio dai loro editori come dire “Andate umili galoppini, contestate, dissentite ogni vocabolo grillino, a prescindere, sempre e comunque, e soprattutto non provate a ribellarvi”. Se pensano che una manifestazione possa riconsegnare la verginità alla loro etica professionale, logorata da anni di viscido servilismo, si sbagliano di grosso. Però li capisco; disapprovare un ordine di Berlusconi, De Benedetti, Cairo e Caltagirone, determinerebbe la fine della loro carriera lavorativa. A supporto dello strazio mediatico, non manca la perla di saggezza del presidente Mattarella “Libertà di stampa ha grande valore”. “Si, ma da oggi” aggiungo io; perché quando espulsero Santoro, Biagi, Porro, Giletti, Floris, Luttazzi e Gabanelli, o quando Renzie dal palco della Leopolda denigrava le testate giornalistiche a lui sgradite, nessuno si erse a paladino del pluralismo e della libertà di stampa, nessuno pianse lacrime di leale solidarietà. Qualche giornalista pare abbia sussurrato “Tengo famiglia, chissenefrega dell’etica!”, viva la sincerità!