Matteo Salvini a processo per sequestro di persona.

A processo.
Matteo Salvini è appena stato rinviato a giudizio per aver ostacolato lo sbarco di 147 naufraghi salvati da Open Arms.

E ha commentato così:
“La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Art. 52 della Costituzione. Vado a processo per aver difeso il mio Paese”.

No Matteo no.
Non vai a processo con l’accusa di difesa della patria. Reato che nemmeno esiste.
Vai a processo per sequestro di persona.
E’ questa l’accusa. Sequestro di persona.

Il Paese non lo difendi tu impedendo a dei naufraghi senza niente se non i vestiti di mettersi in salvo.
Il Paese lo difendono ogni giorno militari, carabinieri, poliziotti, finanzieri, magistrati, che indagano, arrestano e condannano persone sospettate di aver commesso un reato o di volerlo commettere.
Non di essere nere o povere.

Per quanto tu non riesca a fartene una ragione essere neri e poveri non è, per la nostra Costituzione, una ragione per essere ritenuti criminali.

Quelle 147 persone non erano sospettate dall’autorità giudiziaria di alcun reato o di alcuna volontà di volerne compiere. Volevano solo mettersi in salvo ed eventualmente chiedere asilo: così come prevede l’articolo 10 della nostra Costituzione.
Forse dovresti leggerla per intero, la Costituzione, non solo gli articoli che ti piacciono.
Quelle 147 persone non avevano commesso alcun reato. Non avevano armi. Non avevano dichiarato guerra all’Italia. Non volevano invadere i confini.

E solo uno stupido può credere alla storia che qualche decina di naufraghi costituiscano un’invasione “della Patria e dei confini” manco fossero l’Impero Austroungarico che cerca di riprendersi il Lombardo Veneto.

Ora caro Matteo fatti sto processo e impara la Costituzione per bene. E anche la legge.
Perché quelle persone, per la nostra legge, avevano il diritto di scendere da quella nave. E obbligare delle persone, contro la loro volontà, a stare in un luogo, ha un nome ben preciso: sequestro di persone.

Se sia questo il caso lo deciderà il giudice. Non tu. Non i tuoi follower. Non i tuoi elettori.
Qui non siamo in Russia. Fattene una ragione.

Emilio Mola