UNA TRAMA GIÀ SCRITTA: FAR CADERE CONTE E MARGINALIZZARE IL M5S

Domani il Il Fatto Quotidiano con un’ESCLUSIVA, ritornerà sugli interessi e le modalità con cui si è lavorato nell’ombra alla caduta del governo Conte.
Ecco cosa scrivevo qualche settimana fa.

UNA TRAMA GIÀ SCRITTA
FAR CADERE CONTE E MARGINALIZZARE IL M5S

Il governo Draghi, o meglio, l’agguato a Conte per spingerlo fuori da Palazzo Chigi inizia con il voto di fiducia al Conte-bis.

Dal 5 Settembre 2019 sono iniziate le manovre delle truppe Renziane, Salviniane e Verdiniane per arrivare ad un governo “di tutti e di nessuno” per poter così finalmente relegare in un angolo il M5S vincitore delle ultime elezioni, dopo averlo lavorato ai fianchi e attaccato con ogni mezzo, per riportare le lobby in cabina di comando.

I giochi dentro e fuori il palazzo hanno preso forma, prima con la formazione di Italia Viva, poi con le ambiguità di certi esponenti rimasti nel PD, come avamposti Renziani , ma sempre pronti a criticare e buttare ombre sulla durata del governo.

Dai Marcucci, ai Lotti, ai Pizzetti, sempre pronti, anche oggi, a logorare e minare ogni percorso di creazione di un fronte progressista lontano dagli abbracci con i forzisti, e con gli eredi di quella che fu la balena bianca democristiana.

Allo stesso tempo abbiamo assistito ad un graduale e sempre più deciso cambio di rotta del sovranismo LEGHISTA , che passo dopo passo lasciava spazio ad un europeismo più o meno convinto, ammiccava prima ad un Draghi presidente della Repubblica fino ad arrivare ad acclamarlo come nuovo premier garante degli Stati Uniti d’Europa. Ovviamente dopo aver messo il bavaglio selettivo ai Borghi e Bagnai di turno, buoni per gli slogan di Pontida o per le presentazioni di libri no euro.

La pandemia ha solo ritardato di un anno quello che prima era un “semplice golpe bianco” nel confronti del M5s e che ora assomiglia più ad un assalto alla diligenza del Recovery plan e delle oltre 400 nomine in enti pubblici, e ad una restaurazione del pensiero e dei meccanismi e logiche di governo.

ERA TUTTO GIA’ SCRITTO

Daniela Cellai