Una splendida testimonianza sul nostro Giuseppe Conte, molto prima che diventasse Presidente del Consiglio.

Questa sera vi propongo una storia interessante.Una mia cara amica di fb e affezionata follower di questa page che vuole restare anonima,su messenger mi ha inviato questa testimonianza che ha scovato non so dove.
Si tratta della testimonianza di un esperto di civilistica che ha avuto a che fare con il nostro Giuseppe molto prima che diventasse Presidente del Consiglio. Il ritratto che ne delinea è assolutamente sorprendente.Leggete da voi.

La foto è un piccolo regalo per voi chi mi seguite.Si riferisce alla sua visita a Matera. Romantico Giuseppe…

«Un po’ di tempo fa (un anno, due anni) mi capitò di fare a Roma, Università, Sapienza, Giurisprudenza, a una riunione dell’Associazione dei Civilisti, una relazione sul “danno non patrimoniale”, mezzora, di mattina. E’ un tema ‘mio’, come si dice, ho le mie idee, le mie convinzioni, ne sono anche fiero, mi lasciai un po’ trasportare, tutto era lieve, sognante, pittorico. C’erano in sala un sacco di amici, e tanti giovani che conoscevo meno.

Dopo qualche settimana mi giunse una mail di un certo Giuseppe Conte, curava la pubblicazione degli Atti, scriveva che erano interessati (chi, boh, la NGCC, forse, non so. bene …) a pubblicare la mia relazione, fra le altre. Non lo conoscevo, mai sentito nominare, me lo confondevo con altri Conte, gli risposi che facessero e ‘sbobinassero’ pure quello che volevano, io non avevo preparato un testo scritto specifico, per l’occasione, avevo improvvisato, ma facessero pure …

Dopo un po’ mi arrivò un lungo scritto confuso e scoordinato, era il mio ‘coso’, sbobinato, selvaggio, righe caotiche, disordinate, questo Conte mi chiedeva di rivederlo e di trasformare quella invereconda poltiglia in italiano, in qualcosa di umano, di saggistico, dignitoso.

Io risposi che non ero in grado di farlo, per ragioni di tempo, purtroppo, e che per l’editing mi affidavo interamente a loro, se volevano, a lui, carta bianca, se no amen, pazienza, saremmo tutti sopravvissuti egregiamente anche in mancanza di quelle mie pagine romane …

Dopo un po’ ecco giungermi – inaspettatamente – la mail di un testo scritto in buon italiano, finalmente, era il mio report, quasi irriconoscibile nella forma, con mille aggiustature e messe a punto linguistiche, tutte intelligenti, armoniose, raffinate, come solo un uomo di notevole cultura, un buon scrittore, abile, allenato, soave, acuto, un vero esperto di responsabilità civile poteva fare.

Leggo ora, non sapevo, che è allievo di Guido Alpa (mio caro amico, anche se ora ci vediamo meno) e mi spiego tante cose.

Non so nient’altro di Giuseppe Conte, può darsi che segretamente sia peggio di Jack lo squartatore, di Mister Hyde, ma due qualità le ha di sicuro:
1) è umile, come collega, delicato, premuroso, gentile, disinteressato, capace di dedicare un sacco di tempo, senza alcun ritorno, a cose noiose e mortali come la italianizzazione di un bla-bla oratoriale;
2) sa quello che fa, conosce il diritto, si muove bene nella sintassi, esperto, professionale, arioso, preciso, elegante, canonico ma anche fresco, nitido, di alto livello come tort-man.

Bravissimo!»