Una foto e una storia: “caro” De Luca, libera Salerno

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Comprendo perfettamente quanto questa foto stia facendo arrabbiare e indignare tanti di voi… mi riferisco soprattutto a quegli attivisti campani del MoVimento i cui sforzi han fatto sì che arrivassimo in parlamento e che, ancora oggi, non hanno mollato di un solo centimetro ma, se non siete di Salerno, non potrete mai e poi mai realmente capire il significato di questa immagine… e allora provo a darvi una mano, soprattutto dopo gli ennesimi attacchi di De Luca al M5S, attacchi che cercano in realtà di nascondere qualcosa.

Da già Sottosegretario di Stato alla Difesa sono abituato ad osservare Generali, o Ammiragli, che dopo quasi 45 anni di servizio al Paese, raggiunti i limiti di età, vanno in congedo. Parlo di uomini fantastici (e data la legge del 1999, tra qualche anno anche di donne) che hanno sacrificato la loro vita per gli italiani, per la nostra Repubblica, per la Bandiera. Decenni al servizio di noi tutti e voglio oggi ricordare, solo a titolo di esempio, l’incredibile impegno per contrastare la pandemia da Covid-19.

Da politico, in questi anni ho potuto poi osservare da vicino tanti colleghi, da destra a sinistra e di ogni partito, e ritengo che generalizzare in questo momento sia davvero scorretto. C’è chi ha un passato, un percorso, un curriculum, una professione e ci sono poi i mestieranti della politica. Vincenzo De Luca appartiene alla seconda specie, la peggiore.

C’è stata una prima fase in cui ha dimostrato di saper amministrare, dopodiché ha dedicato tutti i suoi sforzi per fare la scalata, e per questa scalata ha sacrificato tutto, prima il suo partito, poi la città di Salerno, e ora sta sacrificando la regione Campania in nome di ulteriori suoi equilibri da raggiungere. E mi dispiace che l’ingenuità politica dei miei compagni faccia pensare che questa foto possa avere anche solo lontanamente un significato positivo anche perché sanno benissimo cosa abbiamo vissuto su Salerno con la sua totale incapacità di aprire un dialogo. Se Fico poi è un carissimo amico di De Luca (così come il governatore sostiene) mi viene da pensare e mi chiedo però come sia possibile passare dal concetto di meetup a quello di comando senza alcun dialogo politico, dal concetto di assemblea a quello di totalitarismo.

Da oltre 40 anni De Luca vive come un parassita prima a spese del partito, con una serie di incarichi ad hoc, e poi a spese della collettività, con incarichi elettivi fino ad arrivare ai giorni nostri. In 40 anni e più zero giorni di lavoro, mai una professione, mai un mestiere se non quello del “politicante”. E attenzione, ritengo sia tra i più bravi in assoluto ma a costruire la macchina del consenso, che è ben diverso dal fare buona politica per il territorio.

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Alla veneranda età di quasi 73 anni, (gliene auguro con il cuore, sia chiaro, almeno altri 173 perché ascoltarlo, a volte, è davvero più divertente che vedere uno spettacolo di cabaret) l’uomo di Ruvo del Monte ha un solo pensiero nella testa, un chiodo fisso, un tarlo: tutelare i suoi due cuccioli, Piero e Roberto.

Due bravi ragazzi, forse poco umili, soprattutto il primo, che hanno, a causa di una assurda guerra fratricida per il potere, non consentito lo sviluppo di una classe dirigente salernitana competitiva, distruggendo il lavoro (positivo o negativo a secondo di come la pensiate) fatto dal padre. Tolti infatti pochi stimati amici e professionisti, il livello del consiglio comunale e della giunta vedeva e molto probabilmente vedrà anche assessori che considerare “impresentabili” è dir poco…

E da qui il De Luca animale politico… il tempo stringe ed essendo ben consapevole che ogni giorno si allunga la fila dei lupi pronti a sbranare i suoi due piccoli agnellini, deve trovar loro una valida assicurazione sulla vita e allora da chi andare se non da quella forza politica (tanto odiata e da lui pubblicamente costantemente criticata) che sta, nonostante tutto, creando (e continuerà a farlo) classe dirigente presente e futura?

Caro Vincenzo libera Salerno dalle tue elucubrazioni perché tanto il passaggio di consegne per successione non funzionerà, fai un ultimo magnanimo gesto, quello di fine carriera, davvero per il bene collettivo. Libera Salerno e cerca di riportare le logiche di scelta della classe dirigente al merito invece di continuare ad utilizzare le persone come pedine in una tua partita a scacchi per raggiungere obiettivi ed ambizioni personali. Noi su Salerno abbiamo dato la nostra testimonianza ed è un primo tassello per costruire una storia nuova, se vuoi liberare Salerno anche nelle tue file faremo soltanto un servizio alla città.

La cosa che mi rende sereno, nonostante tutto, è che molti leader sono finiti quando si sono circondati di persone non all’altezza. Quando ti circondi di gente inadeguata a costruire obiettivi comuni è come costruire un castello di sabbia destinato prima o poi a crollare su se stesso.



Di Angelo Tofalo:

FONTE : Angelo Tofalo