“Ogni tanto un murticeddu vedi che serve”.
Sembra uscito dalle pagine di Andrea Camilleri questo dialogo tra due boss del siracusano e invece è un’intercettazione che ha allarmato la scorta dell’amico Paolo Borrometi, attento giornalista ragusano più volte minacciato da Cosa Nostra.

Dietro quella frase c’è la proverbiale intelligenza criminale dei mafiosi: è meglio non fare scarmazzo ma quando un giornalista o un politico onesto esagera allora si può passare alle maniere forti, così anche altri capiranno.
Ed è quello che sarebbe potuto capitare a Paolo se i magistrati non avessero arrestato Giuseppe Vizzini e due suoi figli, fedeli alleati del boss Salvatore Giuliano.

Per chi sa dosare la violenza come Cosa Nostra, pianificare un attentato clamoroso è quasi sempre l’estrema ratio, perché come conseguenza seguiranno indagini e le indagini disturbano gli affari illeciti.

Quegli affari che Paolo Borrometi continua a scoperchiare, a indicare nei suoi articoli.
Ecco perché vi invito a non perdere di vista il contenuto delle sue denunce.
Informatevi, leggete e parlatene.
Parlate della mafia. E’ importante che le giovani generazioni si informino, è importante che i giovani conoscano i criminali, perché se impareranno a conoscerli sapranno distinguerli dalla gente onesta, e quindi sapranno evitarli.

Comincerò questa importante settimana che mi vede impegnata su più fronti, con una motivazione in più, con più entusiasmo.
Le persone che ho incontrato fanno il tifo per noi e gli Amici, come Paolo, mi danno ottimi consigli, Paolo mi ha dato e mi continuerà a dare la motivazione e l’entusiasmo per far meglio.

fotografia: Francesco de Simone