Un M5S da inserire nei processi biologici, fertilizzare e piantare semi forti e resistenti

Un M5S da inserire nei processi biologici, fertilizzare e piantare semi forti e resistenti - M5S notizie m5stelle.com

Per cambiare le cose, bisogna partecipare con astuzia, mantenendo lucidità e aderenza ai propri obiettivi…..quindi è meglio esserci e contare?
(Cosa che peraltro non richiede di abdicare alle proprie idee)
Oppure è meglio uscire, guardare alla finestra e opporsi, con il rischio che un sistema organizzato capillarmente ( informazione, istituzioni, giustizia, sindacati e chi più ne ha più ne metta) imbrigli la dissidenza fino a relegarla all’inconsistenza?

Mi sembra che il movimento possa scegliere fra:

1) insistere, “organizzandosi politicamente”, senza perdere la propria identità, con temi che deve mantenere anche se per realizzarli ci potrà volere tempo inimmaginabile….cioè avere una serie di riforme da realizzare a step, in sintonia con gli assestamenti tellurici che di volta in volta si sviluppano….senza dovere dimostrare nulla, ma agire per il bene del proprio paese, sapendo che è un compito senza tempo.

2) uscire dai governi, che richiedono sempre compromessi da valutare volta per volta ( il movimento non è per il proporzionale?), rimanendo all’opposizione, con numeri sempre più stringati, per l’esaurimento dell’entusiasmo da frustrazione e la scarsa efficacia operativa.
Così si può continuare ad urlare alla luna, con poche responsabilità.
La frustrazione può fare più male, se non si avviano processi di cambiamento.

Essere fuori per me equivale a cercare di bonificare un terreno con mezzi meccanici o veleni….meglio e’ inserirsi nei processi biologici, fertilizzare e piantare semi forti e resistenti, cioè lavorare il terreno e contare su essenze sempre più invincibili!

Questo non significa che il “movimento fattosi partito politico” non debba avere anime che lo ispirino da fuori.

Mi scuso per il coraggio che ho di suggerire riflessioni a chi è più competente di me in materia 🙏

Alessandra Zoli