Un futuro sostenibile e integrato

La produzione integrata con il suo Sistema di Qualità Nazionale (SQNPI) rappresenta un importante tassello nel mosaico delle politiche nazionali sulla qualità, come dimostrano i dati del settore. Dal 2016 ad oggi, il numero di aziende che hanno scelto di aderire al Sistema ha mostrato un trend di costante crescita: nel 2019 sono state registrate oltre 7.500 domande che hanno coinvolto circa 14.600 aziende e 244.000 ettari distribuiti tra seminativi, vite, olivo e fruttiferi.

Fin dalla sua istituzione, con la Legge n.4 del 3 febbraio 2011, il Sistema è stato concepito per diventare uno strumento competitivo a disposizione delle aziende, finalizzato alla valorizzazione, differenziazione e promozione sul mercato dei prodotti agricoli e alimentari ottenuti con tecniche di produzione integrata, orientate, cioè, a coniugare buone pratiche agronomiche e le più aggiornate strategie di difesa dalle avversità in un’ottica di sostenibilità in continua evoluzione. Difatti, nel concetto di sostenibilità si concentra il lavoro messo a punto in decenni di ricerca e di applicazione in campo, di metodi produttivi improntati al raggiungimento di livelli di sostenibilità sempre più ambiziosi, grazie al coinvolgimento di diverse Istituzioni, del mondo accademico e di migliaia di consulenti che sono al fianco degli operatori agricoli.  In questo ambito, l’Italia vanta una lunga e consolidata tradizione nell’applicazione delle tecniche di produzione integrata, il cui valore aggiunto, però, solo in pochi casi si traduce in equo compenso per i produttori.

Il marchio SQNPI, istituito nel 2014 è quindi un elemento di distintività a disposizione  dei produttori agricoli e degli operatori della filiera, che permette di rendere individuabili  le produzioni ottenute conformemente allo standard di tale Sistema,  al fine di dare dirette e concrete risposte alle richieste dei consumatori che si dimostrano sempre più attenti alle  politiche produttive sostenibili.   

D’altronde, la validità del percorso intrapreso trova conferma anche nei recenti orientamenti in ambito comunitario: la produzione integrata, garantendo l’uso di tecniche compatibili con la tutela dell’ambiente e, al contempo, tutelando la salute degli operatori agricoli e dei consumatori e le esigenze tecnico-economiche delle aziende si inserisce appieno, infatti, nel quadro delle nuove strategie dell’UE.

Sono convinto che il metodo di produzione integrata e il Sistema di Qualità Nazionale rappresentano un modello di sostenibilità su cui strutturare le produzioni future in Italia e strumenti che daranno un importante contributo all’interno della programmazione nazionale ed europea della futura PAC. Il mio auspicio è che questo modello produttivo, che nel nostro Paese ha raggiunto un livello di esperienza e conoscenza unico in Europa, sia sempre più valorizzato e comunicato per generare il giusto valore aggiunto. 



Di Giuseppe L’Abbate | Un cittadino in Parlamento:

FONTE : Giuseppe L’Abbate | Un cittadino in Parlamento

Tag: