TRENI AD ELEVATA SOSTENIBILITà

di Alberto Zolezzi:

Ho appena finito in Aula con la legge di bilancio ma sono vicino ai 100 mila in piazza Castello a Torino!

La Pianura PADANA è il QUARTO MONDO. Si muore per emissioni in atmosfera e per mancanza di infrastrutture. Su 84MILA DECESSI stimati dall’agenzia europea ambientale (AEA) per i superamenti delle polveri sottili in Italia, oltre l’80% avviene qui. L’ARIA avvelenata si accompagna a FALDE profonde piene di pesticidi e a suoli desertificati e acidificati. Il 95% delle persone esposte ad aria “particolata” in Europa vive qui. Per non parlare di fiumi e laghi dove il ciclo del fosforo è sovvertito e stanno comparendo forme di vita aliene che si nutrono di larve di pesci, sempre che il fosforo e l’azoto in eccesso non abbiano azzerato l’ossigeno e allora di forme di vita non ce ne sono proprio più. È molto semplice, basterebbe chiedere la licenza elementare ai sindaci e agli amministratori politici di tutti i livelli. Alle scuole elementari si studia l’eutrofizzazione. Un assessore regionale che chiede deroghe alla Direttiva nitrati dovrebbe essere rimandato alle scuole dell’obbligo in queste condizioni che oltre ai danni sanitari e ambientali ci stanno esponendo a sanzioni miliardarie da parte dell’Europa per lo stato chimico delle acque superficiali (c’è addirittura la Legionella dalle parti di Brescia) e per i superamenti delle polveri sottili.

Che si può fare? Si può osservare proprio il prodotto interno lordo, così elevato. Si può parlare con le imprese che vorrebbero trasportare le merci in maniera sostenibile e rapida e che trovano l’assenza di binari per le merci. Binari singoli nel cuore della Pianura Padana sono un attacco alla salute e all’impresa. Manca una Cispadana Ferroviaria fra Parma, Suzzara e Ferrara, manca un Tibre ferroviario dal Brennero al Tirreno (basterebbe un raddoppio fra Verona, aeroporto Verona Villafranca, Porto di Valdaro per intermodalità, Mantova, Suzzara, Parma e La Spezia. Manca la manutenzione e il completamento di poche infrasttrutture stradali locali, anelli tangenziali e ponti sul Po.

Queste opere nella loro totalità costano poco più di 2 miliardi di euro ma cambierebbero la qualità di vita dei lavoratori pendolari e delle imprese del Nord Est che hanno bisogno di una logistica intermodale e sostenibile con riduzione delle emissioni e dei conseguenti sovvertimenti del clima anche locale.
Il cosiddetto TAV in Valsusa costerebbe oltre 28 miliardi, il TAV fra Brescia e Padova 10 miliardi (38 miliardi a 2). Su tratte (Torino- Lione e Brescia-Padova) dove non risulta alcuna necessità infrastrutturale “velocizzante”. Mentre Trenord taglia oltre 500 treni per i pendolari. Su tratte dove i rischi ambientali e sanitari sono enormi, ma con 40 milioni di tonnellate di materiale contenente amianto difficile da gestire dobbiamo cuccarcene altre 10 da questi inutili cantieri?
Ma con le falde acquifere a rischio in pianura in particolare fra Alto Mantovano e bassa Bresciana dobbiamo lasciare almeno 100mila persone senz’acqua in maniera irreversibile. Questi dati sono contenuti nelle autorizzazioni ambientali ormai obsolete ma comunque significative.
In questi giorni si stanno raccogliendo i curricula dei membri della nuova Commissione VIA VAS al Ministero dell’ambiente, si sta dando la possibilità di avere una governance all’ambiente italiano, si assumeranno oltre 300 persone per concorso al Ministero dell’ambiente grazie alla manovra che stiamo votando. Si avrà la possibilità di portare caraffe di sostenibilità e di acqua pubblica ai cittadini italiani dando anche respiro alle imprese oneste, la stragrande maggioranza, che non hanno bisogno di cantieri a singhiozzo in mezzo a discariche abusive come a Brescia e Mantova o a monti amiantiferi come in Valsusa.

I progetti disponibili in merito a queste linee TAV (o TAC in riferimento alla capacità? Ma se le merci non possono passare per i costi elevati cosa sarà, un TAM, un treno a elevata mortalità visto che aumenta le emissioni?).
Chi ha quantificato le EMISSIONI per il trasporto merci negli scenari diversi fra TAV Valsusa, trasporto su strada e su linea ferroviaria tradizionale, come Clerico e Zucchetti, politecnico di Torino e Università Parthenope di Napoli, ha stimato per il trasporto merci su strada le emissioni di CO2 in 72,1 g CO2 ogni tonnellata trasportata e km percorso e 189 per il TAV (cosiddetto treno ad alta velocità). Questo vuole dire costi per i trasporti aumentati uniti a costi sanitari di inquinamento (anch’essi stimati in oltre 220 euro a tonnellata di CO2 emessa) che conteggiano la riduzione della produzione agricola ingravescente anch’essa in Pianura Padana. Chi difende l’agricoltura? CHI VUOLE il TAV Valsusa e fra Brescia e Padova ODIA L’AGRICOLTURA e deve spiegarlo agli agricoltori a cui sta espropriando i campi per due soldi e che vedranno ulteriore riduzione della produzione per l’inquinamento!

Bene che il Ministero dei trasporti prosegua lo studio fra costi e benefici, insieme alla rinnovata struttura del Ministero dell’ambiente finalmente l’Italia potrà governare il suo territorio così ubertoso e fragile e favorire le infrastrutture sostenibili e necessarie e benvolute da cittadini e imprese.

Appena finito in Aula con la legge di bilancio ma sono vicino ai 100 mila in piazza Castello a Torino!

Alberto Zolezzi
Camera
M5S

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