Transizione ecologica, innovazione e Green Deal: una occasione unica

Il nostro pianeta è più caldo ora di quanto non lo sia mai stato negli ultimi 12.000 anni. A riportarlo è un importante studio pubblicato su Nature. Questo riscaldamento globale è dovuto alle emissioni di CO2 che stanno traghettando il nostro futuro e quello di chi verrà dopo di noi, verso un “territorio inesplorato”.

Per la prima volta nella storia, la quantità di “cose” create dall’uomo, palazzi, strade, ponti, aerei, auto, biciclette, oggetti, tecnologie, imballaggi, depositi, ha superato quanto prodotto dalla natura.

Ogni anno si producono 125 milioni circa di tonnellate plastiche e si stima che nel 2025 la produzione di rifiuti salirà a 2.2 miliardi di tonnellate annue fino ad aumentare del 70% entro il 2050.

La pandemia da coronavirus che ha reso necessario un cambio improvviso delle nostre abitudini, in alcuni casi momentaneo, in altri purtroppo definitivo, ha cambiato anche le risposte alle domande, cosa produrre, quanto produrre e come produrre. In tutto il mondo non si contano i depositi di oggetti rimasti invenduti e di quelli dismessi.

Questo rallentamento improvviso dell’economia reale, è in primis un danno, poi una “opportunità”.
Abbiamo però solo poco tempo da sfruttare per riprogettare, attraverso scelte politiche mirate volte al rispetto dell’ambiente e al raggiungimento del Green Deal europeo, il mondo di domani.

In Italia attraverso i fondi ottenuti in Europa, dobbiamo guardare al futuro indirizzando gli investimenti su innovazione e sostenibilità.

É un’occasione che non possiamo ignorare, un treno inaspettato che non passa più. Per questo il lavoro di ogni singolo rappresentante dei cittadini in Parlamento dovrà essere volto a vigilare affinché ogni passo in avanti nelle commissioni, in aula, nei ministeri e nel Governo venga fatto nell’ottica di raggiungere questo importante obiettivo.



Di Angelo Tofalo:

FONTE : Angelo Tofalo