Tiziana Beghin: I PUNTI SALIENTI DELLA MIA MISSIONE A WASHINGTON

di Tiziana Beghin:

Si è conclusa in anticipo, per via della morte di George Bush, la nostra missione negli Stati Uniti, ma in due giorni di incontri a Washington siamo comunque riusciti a discutere di numerosi temi cruciali.

In questo post provo a riassumervi gli argomenti principali…Se avete dubbi o domande, non avete che da chiedermi!

RUSSIA

Ieri abbiamo incontrato il senatore USA Johnson, con il quale si è parlato di sanzioni alla Russia: è emerso, come sosteniamo da tempo, che le attuali sanzioni economiche non solo si sono rivelate inutili al fine di bloccare l’avanzata territoriale russa, ma si sono addirittura rivelate controproducenti per tutte le aziende europee (tra cui molte italiane) che avevano nella Russia un ottimo mercato di sbocco. Gli Stati Uniti, inoltre, ritengono che l’ostracismo del mondo occidentale degli ultimi mesi verso la Russia non abbia fatto altro che aumentare la popolarità in patria di Putin.

CINA

Presso il Ministero del Commercio USA si è parlato soprattutto di Cina. È opinione comune NON considerare la Cina un’economia di mercato, e l’attenzione deve essere massima verso il loro intento egemone soprattutto nell’ambito della tecnologia e della robotica, e delle grandi infrastrutture.

ACCORDO COMMERCIALE UE-STATI UNITI NEL FUTURO?

Nella fase di scoping exercise al Congresso ho personalmente sottolineato l’esigenza di sollevare le tariffe su acciaio e alluminio europei come precondizione per avviare qualsiasi tipo di negoziato tra UE e USA. Un futuro commerciale che non può certo essere nel #TTIP o in una sua variante più “light”: ecco perché ho chiesto se gli Stati Uniti non ritengano più sensato utilizzare il recente USMCA (accordo a tre tra USA, Messico e Canada) come quadro di riferimento per gli accordi bilaterali del futuro. L’USMCA, infatti, non prevede alcuna forma di ISDS.

OMC

Per nulla sorprendente la posizione degli USA sull’OMC (Organizzazione Mondiale per il Commercio): del resto, i fatti parlano da soli. Gli Stati Uniti non vedono nell’OMC l’organizzazione capace di risolvere i problemi legati al commercio internazionale, soprattutto in materia di sovrapproduzione: vorrebbero, quindi, una sua profonda ristrutturazione.

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