TENGO FAMIGLIA

Caro Massimo Giannini ho letto la tua risposta a Conte e devo dire che, nel volendoti difendere, gli hai dato ragione. E non poteva essere diversamente.

Intanto non hai spiegato le falsità che hai scritto sulle visite del Presidente in Libia. Non una parola. Quindi hai certificato le cazzate che hai scritto. Ti sei rifugiato in calcio d’angolo parlando di Trump che non c’entrava nulla su quanto avevi scritto tu e sulle contestazioni di Conte.

Hai poi cercato di difenderti dalle accuse velate e mai volgari (com’è nel sui stile) di Conte, di fare solo gli interessi dei tuoi editori e seguire fedelmente la loro linea editoriale e cioè (aggiungo io), attaccare Conte e il Movimento 5 stelle.
E qui devo dire che ti sei superato.

Hai detto che segui solo la tua linea editoriale e non c’è nessuna interferenza esterna.

La cosa, caro Massimo mi fa alquanto ridere. Il tuo camaleontismo è veramente esilarante. Come fai a dire certe cose se sei passato con notevole nonchalance, dalle braccia di De Benedetti a quelle degli Elkann?

Come fai, se sei passato, senza battere ciglio, da “La Repubbica” (che era la voce della sinistra) a “La Stampa” che era ed è una delle tante voci (ahimé) della destra?

Queste cose credevo avvenissero solo nel calcio. Baciare la maglia e l’anno dopo chiedere il trasferimento e baciare la nuova maglia.

Non credi sarebbe stato più dignitoso scrivere un messaggio in privato, al Presidente Giuseppe Conte e dirgli : Caro Presidente …

tengo famiglia.

Rino Ingarozza (08/04/2021)