Teatro di Troisi spazio di vita, esempio di cultura che non deve chiudere


Massimo Troisi ha segnato la storia culturale del nostro Paese.
Un innovatore che ha saputo cogliere lo spirito del suo tempo, portandolo in scena con istintiva comicità e capacità di emozionare.

Film come “Non ci resta che piangere”, “Il Postino” o “Ricomincio da tre” hanno intrecciato le vite di tutti noi e del nostro patrimonio collettivo e non avrebbero visto luce se non ci fosse stato un luogo di sperimentazione come il glorioso “Teatro Spazio di San Giorgio a Cremano”, la scuola artistica di Massimo Troisi, Lello Arena ed Enzo De Caro, da cui sono nati i primi passi di quella storia artistica che avrebbe cambiato il volto del teatro e del cinema italiano, legandolo inesorabilmente allo sviluppo della città di San Giorgio a Cremano.

Oggi questo teatro è tenuto in vita dall’associazione culturale che porta avanti la tradizione legata al nome del famoso attore con il prestigioso premio “Massimo Troisi” e che ha saputo diffondere i valori dell’arte e della cultura all’intera comunità cittadina e avvicinare i giovani al teatro.

Ho perorato la causa per vedere riconosciuto a questa associazione il valore storico-culturale rivendicato, attivando un’interlocuzione con il ministero ai Beni Culturali perché ritengo indispensabile che le istituzioni si pongano l’obiettivo di preservare la storia e costruire il futuro delle città, valorizzando tutte quelle realtà che svolgono l’altissimo compito di porsi quale presidio culturale territoriale, offrendo a molti giovani un’alternativa, una passione a cui aggrapparsi. Realtà che troppo spesso devono combattere contro il mondo per rimanere aperte.

Per questo mi auguro che il Presidente Draghi e il ministro Franceschini, nonché tutto il governo, scelgano la strada delle riaperture di musei, teatri e cinema, che oggi la pandemia ha messo letteralmente in ginocchio, soprattutto per quel che riguarda le realtà medio piccole e migliaia di lavoratori del settore.
Il governo deve lavorare senza sosta a fattibili protocolli che permettano a questi spazi di essere vissuti in sicurezza, su prenotazione, ed è doveroso provarci con tutte le nostre forze perché la cultura è l’anima di un Paese e non può essere bloccata, così come non può essere congelato il mondo della scuola, relegandolo a una esperienza virtuale o a una non esperienza.



Di Gallo Luigi – Portavoce alla Camera dei Deputati:

FONTE : Gallo Luigi – Portavoce alla Camera dei Deputati