Te la do io l’Africa… Ecco come la fuga illecita di capitali affamano il continente

Te la do io l’Africa… Ecco come la fuga illecita di capitali affamano il continente

Secondo un nuovo rapporto dell’agenzia dell’Onu sul commercio e lo sviluppo (Unctad), l’Africa potrebbe guadagnare 89 miliardi di dollari all’anno frenando i flussi finanziari illeciti (IFF) concentrati in materie prime di alto valore e peso ridotto.

Dal 2000 al 2015, la fuga illecita di capitali dall’Africa è stata di 836 miliardi di dollari. Rispetto allo stock di debito estero totale dell’Africa di 770 miliardi di dollari nel 2018, questo rende l’Africa un “creditore netto per il mondo”, afferma il rapporto.

Dei 40 miliardi di dollari stimati di flussi illeciti finanziari nel 2015, il 77% era concentrato nella catena di approvvigionamento dell’oro, seguito da diamanti (12%) e platino (6%).

A rischio gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs)

Il rapporto rileva che, nei paesi africani con un elevato tasso di flussi finanziari illeciti, i governi spendono il 25% in meno per la salute, rispetto ai paesi con IFF basso, e e il 58% in meno per l’istruzione. Poiché le donne e le ragazze spesso hanno meno accesso alla salute e all’istruzione, risentono maggiormente degli effetti negativi.

L’Africa, di questo passo, non sarà in grado di colmare l’ampio deficit di finanziamento per raggiungere gli SDG, stimati in 200 miliardi di dollari all’anno, con le entrate governative esistenti e l’assistenza allo sviluppo, anche europeo.

Ad esempio, in Sierra Leone, che ha uno dei più alti tassi di mortalità sotto i cinque anni del continente (105 per 1.000 nati vivi nel 2018), frenare la fuga di capitali e investire una quota costante dei ricavi nella salute pubblica potrebbe salvare la vita a 2.322. In Sierra Leone, ne nascono 258.000 ogni anno.

Una migliore gestione, condivisione e maggiore trasparenza dei dati su commercio e tasse

Una completa raccolta dei dati commerciali potrebbe aiutare a rilevare i rischi legati agli IFF

Infatti, il report rileva che, solo 45 dei 53 paesi africani forniscono dati al database delle statistiche sul commercio internazionale delle Nazioni Unite (UN Comtrade) in modo continuo, consentendo di confrontare le statistiche sul commercio nel tempo.

Le responsabilità internazionali

L’evasione fiscale è al centro del sistema finanziario ombra del mondo. Gli IFF commerciali sono spesso collegati a strategie di elusione o evasione fiscale, progettate per spostare i profitti in giurisdizioni a bassa tassazione.

Le soluzioni al problema devono coinvolgere la cooperazione fiscale internazionale e misure anticorruzione. La comunità internazionale, soprattutto l’Europa, se consideriamo che è la prima a farsi carico dei problemi legati al mancato sviluppo del continente africano, dovrebbe sforzarsi maggiormente e aver maggior coraggio nell’affrontare gli IFF, compreso lo sviluppo di capacità per le autorità fiscali e doganali nei paesi in via di sviluppo. Ottimo a tal proposito l’avvio delle attività della Procura europea (EPPO) per il contrasto alle attività finanziarie.

Link al rapporto UNCTAD Economic Development in Africa Report 2020

https://unctad.org/en/PublicationsLibrary/aldcafrica2020_en.pdf 



dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale:

FONTE : Ignazio Corrao