Sull’Afghanistan serve fermezza e l’Italia non intende fare passi indietro.

In Afghanistan, la nomina dei primi membri del governo talebano non può che farci esprimere preoccupazione, vista la presenza di alcuni soggetti già attenzionati dalla comunità internazionale e dai servizi di intelligence per legami con il terrorismo.

Ne ho parlato anche ieri alla riunione copresieduta dai colleghi Blinken e Maas.

L’Afghanistan non può tornare ad essere terreno fertile per il terrorismo, per questo dobbiamo lavorare con i principali attori internazionali e pianificare una strategia condivisa contro la proliferazione di una minaccia che mette a rischio la sicurezza di tutta la comunità internazionale. Ma i talebani devono dimostrare con i fatti, e non solo con i proclami, di essere contro il terrorismo, anche perché dalle prime mosse del nuovo governo questo non si evince, anzi.

Il tema del rispetto dei diritti delle donne deve rimanere centrale. In 20 anni sono state fatte conquiste, le donne afghane hanno acquisito dignità e rispetto. Adesso non può sgretolarsi tutto.

È evidente che non possono essere condivisi i primi provvedimenti dei talebani, come quello di vietare lo sport alle donne o dividere nelle aule studentesse e studenti con una tenda.

Sulla base di questo, di sicuro la comunità internazionale non può fare azioni di legittimazione o riconoscimento, serve fermezza e l’Italia non intende fare passi indietro.

Il nostro impegno è massimo, dobbiamo fare di tutto per aiutare questo popolo.

Luigi Di Maio

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