Subito il Recovery e un patto di legislatura. Conte non si discute

La mia intervista a il “Corriere della Sera” di oggi, di Lorenzo Salvia.

Conte due bis, Conte tre, rimpasto, elezioni. Ministra Fabiana Dadone, Movimento 5 Stelle, come finirà quella che era nata come verifica di maggioranza?

«Credo sia utile rilanciare l’azione del governo con quello che potremmo definire un patto di legislatura. Il Recovery, grazie alla discussione tra le forze politiche, è migliorato. Qualcosa ancora è migliorabile. Ma il Parlamento e le forze sociali del Paese saranno coinvolte. L’importante è fare in fretta. Portiamolo subito in Consiglio dei ministri. Il Paese, i cittadini si aspettano da noi qualità e rapidità nelle decisioni di merito».

Ma i renziani parlano di esperienza al capolinea. Solo tattica oppure cosa?

«Su come migliorare il Recovery si può discutere anche con toni accesi. Ma spingersi sul terreno delle provocazioni non mi pare giusto. Non per il governo ma per il Paese».

Il presidente Conte deve restare al suo posto oppure sono possibili formule diverse? Si parla, ad esempio, di Di Maio premier con Franceschini vice.

«Se abbiamo i 209 miliardi del Recovery è merito delle abilità negoziali del presidente del Consiglio. Non mi pare che si possa mettere in discussione Conte in questo momento e trovo ingiusta la speculazione a tal riguardo».

Molti lo accusano di aver galleggiato, di aver rinviato molte scelte pur di non compromettere la stabilità del governo. Non è così?

«Mi sembra un’accusa ingiusta, incredibile. Con la pandemia abbiano vissuto una situazione senza precedenti. E per fronteggiarla abbiamo fatto l’equivalente di sei manovre economiche, altro che galleggiare».

Ma c’è qualche ministro sacrificabile, perché ha fatto peggio di altri?

«Questa squadra è la stessa che ha affrontato il tremendo 2020: ha protetto la salute dei cittadini e difeso la nostra economia da una congiuntura che non ha precedenti dal Dopoguerra. Proprio di oggi è il dato per cui Agenzia delle Entrate ha erogato oltre 10 miliardi di ristori a partite Iva e attività economiche, come bar e ristoranti, con l’ultima tranche da 628 milioni del decreto Natale. Questa squadra è andata oltre alle bandiere di partito per farlo».

Il governo di unità nazionale (o quasi) è un’opzione?

«Che cos’è il governo di unità nazionale se non ciò che ho appena descritto? Gli italiani ci chiedono dialogo costruttivo e collaborazione, ma nel rispetto dei ruoli che ciascuno ha. Non credo che apprezzerebbero delle pastette poco chiare e pasticciate».

Ma non è singolare che con il contagio che corre, le vaccinazioni da fare e il Recovery da attuare si parli di rimpasto e dintorni?

«Sì, a dir poco surreale. Peraltro, mi lasci dire, sulla campagna di vaccinazione l’Italia è partita con numeri importanti, alla faccia di certe narrazioni su un presunto stallo nel Paese. Mi pare assurdo parlare di Ponte sullo Stretto (che nulla ha a che vedere col Recovery), mentre abbiamo le terapie intensive piene e centinaia di morti al giorno».

Meglio un ministro con delega al Recovery o la cabina di regia con i super manager?

«La discussione sull’assetto della governance è stata un attimo accantonata, giustamente, per stare nel merito delle varie voci e partite economiche. Il presidente Conte e i partiti di maggioranza sapranno trovare un punto di caduta anche su questo. Non credo sia una questione spinosa come altre».



Di Fabiana Dadone:

FONTE : Fabiana Dadone