Smentire una volta per tutte le falsità

Nelle ultime 24 ore si è scatenata una canea senza precedenti sul lotto di vaccino AstraZeneca, alimentata dai principali media italiani con titoli del terrore e pompata abilmente dai soliti No-vax, complottisti e professionisti della disinformazione.
Con il risultato di gettare letteralmente nel panico una popolazione già provata da un anno di pandemia e che merita chiarezza, verità, scientificità. Tutto meno che paure immotivate e incontrollate.
Allora mettiamole una in fila all’altra le informazioni in nostro possesso, per smentire una volta per tutte le falsità, sfatare i miti e mettere al centro l’unica cosa che oggi conta: i fatti.
E i fatti, ad oggi, sono questi:
1. L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), ovvero i due principali enti controllori rispettivamente europeo e italiano, hanno chiarito l’inesistenza, ad oggi, di alcun “nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi”.
2. Sempre l’EMA ha fornito un dato preciso e non discutibile: all’interno dell’Unione europea sono stati registrati 30 casi di trombosi su 5 milioni di vaccinati AstraZeneca. Statisticamente, nulla. E, comunque, un numero assolutamente in linea (se non inferiore) rispetto ai dati sulla popolazione non vaccinata.
3. Nel solo Regno Unito sono state 11 milioni le dosi di vaccino AstraZeneca somministrate, senza che si sia registrato un numero più elevato di morti rispetto alla media per fascia di popolazione e senza che sia mai stato dimostrato alcun nesso tra il vaccino e i decessi.
4. La stessa AstraZeneca ha chiarito che, alla luce delle analisi di sicurezza su milioni di somministrazioni, non sono emersi aumenti di rischio di trombosi “in nessuna fascia per età, genere, lotto impiegato o Paese” e che gli eventi avversi di embolia polmonare o trombosi tra i vaccinati sono numericamente inferiori a quelli osservati nella popolazione generale.
5. Il lotto AstraZeneca ritirato in Italia non è quello finito nel mirino dopo la decisione della Danimarca di interromperne la somministrazione. Si tratta di circa un milione di dosi distribuite a 17 Paesi europei: Austria, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Francia, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia. Ma non l’Italia.
6. Il fatto che alcuni paesi europei abbiano sospeso o vietato in via precauzionale (come nel caso dell’Italia) un lotto di vaccino a rischio dimostra che c’è più sicurezza, non meno.
7. Il Professor Massimo Galli, non il primo che passava di lì, ha parlato di “clamorosa bufala”, mentre il Prof. Andrea Crisanti ha detto apertamente che si sottoporrebbe a un vaccino Astrazeneca “anche domani”.
8. Infine l’EMA ha chiarito che “i benefici del vaccino continuano a superare i rischi e la sua somministrazione può continuare”.
Questo dicono gli esperti.
Questo raccontano i dati.
Tutti i dubbi sono legittimi, la richiesta di informazioni sacrosanta, i chiarimenti doverosi, ma alimentare il panico in maniera indiscriminata non è fare informazione. È semplicemente criminale.
E, oggi più che mai, non ce lo possiamo permettere.
https://www.nextquotidiano.it/astrazeneca-cosa-dicono…/

Daniela Cellai