Sicilia, queste primarie hanno l’obiettivo di stimolare il confronto

Stamattina, leggendo un’intervista a Claudio Fava, ho fatto fatica, se pur sforzandomi, a riconoscere un alleato.

Ho letto invece una serie di attacchi e critiche ai compagni di viaggio. Molto meno alla destra che governa la Regione. Quella destra che rappresenta il nostro vero avversario.

Ricordo a Claudio che queste primarie hanno l’obiettivo di stimolare il confronto, di mostrare ai siciliani cosa può fare ciascuno di noi, di descrivere il contributo che ciascuno di noi ha già dato e può dare alla causa comune se dovesse essere a capo di questa coalizione.
Non hanno l’obiettivo di creare divisioni tra di noi.

È un errore e una pericolosa ingenuità per chi punta a governare l’isola in coalizione, attaccare gli alleati.
A meno che Fava non pensi di poter fare tutto da solo, di sistemare strade, partecipate e sanità grazie a salvifiche interviste e non attraverso un progetto comune.

Allora chiedo all’alleato: ritieni queste primarie un utile momento di confronto che prepara una esperienza di governo insieme, a prescindere da chi sarà il candidato governatore? Ci credi davvero nella nostra coalizione per la Sicilia?
O è un fastidioso intralcio a un percorso personale?

Ora capisco perché quando nei confronti dico che per guidare la coalizione ci vuole qualcuno abituata a farlo c’è chi mi guarda come fossi una marziana. Mi riferisco proprio a questo. Stare in coalizione non è facile. A volte si è tentati di alzarsi dal tavolo e sbattere la porta. Ma la maturità politica si misura anche con la capacità di sapere ponderare, riflettere, mediare e fare sintesi. Altrimenti è caos e autodistruzione.

L’esperienza da Sottosegretaria in un governo così “largo” mi ha costretto a sviluppare certe doti. Questo, però, non vuol dire perdere la propria identità; questo vuol dire sapersi proporre senza imporsi. Ottenere qualcosa senza togliere nulla ad altri. Portare a casa i risultati senza rinunciare a se stessi.

Ho capito che Claudio ha una concezione molto solitaria della politica e che difficilmente ascolta una voce che non sia la sua, ma dobbiamo provare a unire e costruire, non a dividere e distruggere. Il nostro vero avversario è dall’altra parte dello steccato, non accanto a noi.

Barbara Floridia