Siamo diventati l’unica ragione di scrittura dei giornalai

Di Piera Aiello:

Oggi ho letto l’ennesimo articolo del giornale online TP24; pensavo che il signor Di Girolamo (Direttore della testata online) avesse argomenti molto più importanti di cui occuparsi, magari le stesse problematiche di cui, secondo il suo racconto, io non mi sono occupata.

Leggendo questo articolo, però, penso di averlo sopravvalutato un tantino.
Penso che sia il gossip la sua velleità e l’accanimento verso la mia persona e verso l’avvocato Giuseppe Gandolfo, legale dell’associazione antimafie e antiracket “La Verità Vive”.

Mi rendo conto che siamo diventati da tempo la sua unica ragione di scrittura.

Di solito non rispondo a simili provocazioni, ma è corretto che io risponda per il rispetto che rivolgo ai lettori di queste notizie: notizie di bassissima levatura morale.

Decido dunque di essere trasparente come sempre, in quanto non ho nulla da nascondere o di cui vergognarmi. Non ho mai avuto scheletri nell’armadio come il Sig. Di Girolamo vuol far credere.
Mi sono candidata con il mio vero nome, Piera Aiello, nome datomi alla nascita e che NESSUNO, dico NESSUNO, potrà mai togliermi; come nessuno mi potrà togliere il diritto a candidarmi al ruolo di rappresentante dei cittadini, in quanto sono cittadina italiana.
In questi anni ho avuto diverse generalità per la situazione che ho dovuto fronteggiare e per motivi di sicurezza, e il Sig. Di Girolamo dovrebbe saperlo bene invece di scrivere o insinuare dubbi.

Oltretutto la mia candidatura è stata vagliata e dichiarata VALIDA da un tribunale.

Inoltre smentisco fortemente di essere una ‘creazione’ dell’avvocato Gandolfo; che brutto termine ‘creazione’.
Piera Aiello è diventata Piera Aiello quando ha deciso di TESTIMONIARE e DENUNCIARE LA MAFIA IN PROVINCIA DI TRAPANI e non permetto a NESSUNO, né tanto meno a un giornalista che scrive nella provincia dove sono accaduti i fatti che io ho denunciato, di insinuare il contrario.

Ho sempre apprezzato il M5S, in quanto sposa i miei stessi principi e obiettivi di Verità e Giustizia e la mia candidatura semmai è stata maturata con la complicità dell’avvocato G.Ganfolfo e con quella di altri attivisti del M5S.
Per quanto riguarda l’associazione Antiracket “La Verità Vive” ne sono uscita perché essendo un rappresentante del Governo non potevo ricoprire la carica di Presidente dell’associazione, né potevo farne parte.

Ho troppo rispetto delle istituzioni che rappresento e non avrei mai permesso che mi si dicesse di essere deputata e al contempo presidente di un’associazione.
L’ho fatto, dunque, per il bene dell’associazione.

Mi chiedo dove sia finita, invece, l’onestà intellettuale del giornalista Di Girolamo, lo stesso che, in una vita precedente, prima che si occupasse solo della sottoscritta e del mio legale, si dilettava a scrivere libri e partecipare a convegni sulla legalità; si è forse esaurita la sua immaginazione e il suo interesse al punto tale di limitarsi al pettegolezzo?

Orsù Sig. Di Girolamo, faccia il giornalista d’inchiesta, ci sono tanti argomenti e tante sono le criticità che affliggono la nostra terra, la gente si è stancata di leggere la solita minestra!

Buona scrittura Direttore!

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