Si rassegnino: la Raggi non si tocca.

Questa storia della Raggi sta assumendo toni da psicodramma.

Nessuno la vuole, tranne i romani, per fortuna. Sia chiaro, non i romani “bene”. Non i vicini di Rita Dalla Chiesa, neanche i Pariolini. La vogliono (e forte) i romani residenti in quei quartieri dimenticati da Dio, prima, e da tutte le amministrazioni di ogni razza e colore precedenti all’attuale, poi. La vogliono quei romani onesti, quelli che credono nel buongoverno, quelli che, per loro sfortuna, non hanno mai partecipato ad una “riunione” politica, non hanno tempo per accomodare il culo nei salotti sorseggiando tè e sgranocchiando gallette costosissime. La vogliono quelli che vengono salutati ed abbracciati dai candidati, inesorabilmente, prima delle elezioni, per poi essere dimenticati e non riconosciuti, subito dopo le stesse.

Non la vogliono i Casamonica, i Buzzi, i Carminati. Non la vogliono gli Spada, quelli rimasti in libertà. Loro amano la Meloni. Se l’abbracciano e si scattano foto con lei, qualche motivo ci sarà, o no? Non la vogliono i “mondi di mezzo”, ma neanche quelli di sopra. Non la vogliono i faccendieri o chi spera in un posto in un Consiglio di Amministrazione di qualche partecipata, per poter fare, finalmente, ciò che sa fare meglio: niente (arricchendosi).

Non la vogliono i Calenda (e ci mancherebbe altro), ma neanche il PD romano (re ci mancherebbe altro). Però (ed è curioso) stanno facendo di tutto per auto eliminarsi dalla contesa. Che facciano le loro primarie e che vinca il migliore. La Raggi non si tocca e non si dovrà toccare. Le primarie del Movimento sono rappresentate dal primato dell’onestà e della buona amministrazione, sull’affarismo. Non si può e non si deve barattare questo principio con la ricerca di buoni rapporti con il vicino politico. Tutti gli accordi del mondo non devono dipendere dalla candidatura della sindaca Raggi. Lo chiedo io, lo chiede la gente onesta, lo chiedono i votanti ed i militanti del Movimento, lo chiede chi crede che ancora possa esistere la “buona politica”. Tutto il resto è fuffa.

C’è stata una investitura solenne ed irrevocabile da parte di Grillo e dei vertici del Movimento, ma non è bastata ai pennivendoli per azzerare, definitivamente, le tante voci che continuano a metterne in dubbio la candidatura. Si rassegnino: la Raggi non si tocca.

Giancarlo Selmi