SI ALLA FIDUCIA, MA CON L’ELMETTO IN TESTA

Diciamo le cose come stanno: il Presidente Conte è stato mandato a casa perché stava governando bene ed era il politico più amato e popolare d’Italia. E’ lui che ha portato a casa i 209 miliardi dall’Europa andando, assieme al M5S, contro tutto e contro tutti. Proprio per i suoi successi – e non per i suoi errori – lo hanno fatto fuori. Il rischio infatti era quello di perdere per sempre una montagna di privilegi, che da decenni vanno sempre nelle stesse mani.

Il M5S ha vinto le elezioni del 2018 col 33%, ma si scontra quotidianamente contro lobby e portatori di interessi ben rappresentati dal rimanente partito unico degli affari, al 67%, voto più, voto meno.

Oggi è morto Raffaele Cutolo, fondatore e boss della nuova camorra organizzata. Uno dei suoi autisti, Luigi Cesaro detto “Giggino a Purpetta” è Senatore della Repubblica, eletto da più legislature con Forza Italia. E noi dobbiamo governare il Paese con questa gente qui? Per rispondere a questa domanda, forse può essere utile rispondere ad un’altra: dopo tutto lo sfacelo che hanno fatto per decenni, dovevamo lasciarli nuovamente governare da soli? Così che potessero continuare indisturbati a distruggere quel poco o tanto di buono che con grande fatica siamo riusciti a costruire negli ultimi 3 anni? Dovevamo lasciar loro l’iniziativa di spartirsi i fondi che arriveranno dall’Europa, con amici ed amici degli amici?

Mi verrebbe da dire che entriamo in questo governo da “cittadini infiltrati”, per limitare, contenere, neutralizzare eventuali politiche a favore di faccendieri e delinquenti. Non ci siamo dimenticati del “sacco” che è stato fatto delle risorse pubbliche del nostro Paese negli ultimi decenni. Non ci siamo dimenticati di una finta opposizione che per troppi anni ha fatto da “palo” a maggioranze indegne, invece di contrastarle.
Non possiamo più permettercelo. Ci troviamo in una circostanza straordinaria e straordinaria deve essere la sua gestione. Il vero voto contro i vari “Giggino Purpetta” è un voto che veda il M5S all’interno del Governo, pronto a fare fuoco e fiamme per tutelare l’interesse del Paese in ogni sede, a partire da quella del CdM. Un voto di Sfiducia, al contrario, è il lascia passare per rendere loro tutto più facile: la restaurazione, lo smantellamento delle riforme, l’uso improprio dei fondi dell’Europa.

Non siamo e non saremo determinanti? Vero. Ma le porcherie non le approveremo. Forse siamo destinati a restare ben poco in questa maggioranza innaturale: ma se saremo costretti ad uscire sbattendo la porta, quantomeno ai cittadini sarà ancora più chiaro chi ha quantomeno tentato di fare sempre e fino in fondo l’interesse del Paese, con grande senso di responsabilità.

Enrico Cappelletti