Shoah, mai perdere la Memoria di quanto accaduto

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I pochi sopravvissuti ancora oggi ricordano ai più giovani cosa è significato diventare meri numeri in mano ai nazisti. Ricordiamoci sempre il concetto di banalità del male della Arendt, purtroppo. Svariati genocidi del passato e del presente sono e sono stati non solo dimenticati ma relegati nell’indifferenza. Il gravissimo errore da non ripetere ci ricorda quanto quindi sia importante la Memoria.

Con l’occasione riprendo alcune parole di Liliana Segre sul significato di quel numero tatuato sulla pelle.

“Lo porto con grande onore il mio numero, il 75190 di Auschwitz. In questo i nazisti sono riusciti perfettamente. Chi è tornato per raccontare, è rimasto essenzialmente il numero di Auschwitz. Volevano sostituire con un numero l’identità di milioni di uomini e donne e una volta morti, non sarebbero state più persone, ma numeri: il niente a raccontare di loro. E chi è tornato è rimasto essenzialmente quel numero. Io lo ripeto sempre ai miei figli: sulla mia tomba, se sarò una delle poche persone della mia famiglia ad avere una tomba, voglio che ci sia scritto prima di tutto il mio numero. Con una piccola operazione di chirurgia plastica potrei toglierlo, in qualunque momento. Ma credo che quel numero sia un monumento alla vergogna di chi l’ha impresso sulla pelle, e credo che sia anche un motivo di onore per chi, avendo perso tutto nella Shoah, non ha perso la sua mente, non ha perso la sua anima, non ha perso la memoria di quella serie interminabile di numeri”.


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Di Giuseppe Brescia | Deputato del Movimento Cinque Stelle, Presidente della Commissione Affari Costituzionali:

FONTE : Giuseppe Brescia | Deputato del Movimento Cinque Stelle, Presidente della Commissione Affari Costituzionali