FITOUSSI: ‘NON BASTERA’ IL RECOVERY, SERVE IL DOPPIO DEI SOLDI’.

“Si dirà che queste politiche non funzionano, che gli eurobond non funzionano. E invece bisognava semplicemente fare di più”.

Il primo commento di Jean-Paul Fitoussi è di questo tenore: ”Stiamo facendo troppo poco, Stati Uniti e Cina vanno molto più veloci”. ”Intanto io direi che abbiamo dei quasi eurobond visto che i ricavi saranno distribuiti in base a condizioni. Stiamo praticamente creando un Fondo Monetario Europeo sulla falsariga del Fondo Monetario Internazionale. Abbiamo perso molto tempo e stiamo facendo troppo poco. Guardiamo la carta del pianeta: ci sono i leader, come gli Stati Uniti, la Cina, e in genere l’Asia, e poi ci sono i follower, i seguaci, l’Europa di sicuro non si muove da leader”. ”Di sicuro ci sono elementi positivi in una certa mutualizzazione del debito. Anche i piani di accompagnamento della crisi sono stati positivi: i governi nazionali hanno avuto l’intelligenza di consentire alle imprese di sopravvivere e ai lavoratori di non perdere il posto. Ma purtroppo le vecchie dottrine sono ancora forti e se l’Europa continua a non darsi tutte le opportunità per crescere e investire, resterà indietro. E il piano di rilancio per ora non è all’altezza. Il problema è questo: se i rimedi proposti adesso non sono sufficienti, se sono, come per ora sono, troppo piccoli rispetto al male che devono curare, alla fine saranno screditati. Si dirà che queste politiche non funzionano, che gli eurobond non funzionano. E invece bisognava semplicemente fare di più”.

Poco alla volta emerge un quadro preoccupante. C’è necessità di coraggio, di visioni di lunga prospettiva. Non di miopi ragionieri.

Nicola Morra