SCUOLA: GLI STUDENTI CHIEDONO DI TORNARE IN CLASSE, LE REGIONI NON TRADISCANO LE LORO SPERANZE

SCUOLA: GLI STUDENTI CHIEDONO DI TORNARE IN CLASSE, LE REGIONI NON TRADISCANO LE LORO SPERANZE

Dei 3,6 milioni di studenti e studentesse oggi che sarebbero dovuti tornare in classe, solo in 220mila hanno potuto farlo.

Il motivo? Ancora una volta, le Regioni hanno deciso di prorogare la didattica a distanza, nonostante studi e analisi abbiano già confermato che la scuola sia un luogo a basso rischio di contagio e l’Istituto superiore di sanità abbia rilevato in ambito scolastico solo il 2% dei focolai.

Finora il ritorno a scuola in presenza degli studenti delle superiori è durato sei settimane: oggi molti di loro sono in piazza a manifestare e hanno ragione, perché non c’è alcuna valida giustificazione per costringerli ancora a fare lezione sempre davanti a un pc.

Mentre le Regioni prorogano la didattica a distanza, slittano la riapertura delle superiori, perdono tempo sulla scuola, i danni psicologici e materiali sui nostri studenti aumentano, così come aumenta il rischio di dispersione scolastica: in 34 mila, secondo il sondaggio Ipsos-Save the Children, potrebbero abbandonare gli studi.

Il nostro Paese rischia di avere tra qualche anno una generazione di adulti che non si è formata adeguatamente e con cicatrici profonde nella sfera emotiva e sociale.

Il Governo sta facendo il massimo per limitare le conseguenze negative della pandemia sulla scuola, ora però sta alle Regioni: la smettano di tradire le loro speranze.



Di Tiziana Ciprini:

FONTE : Tiziana Ciprini