Salvini parla di modello Lombardia e continua a prenderci in giro

Ho appena finito di ascoltare la conferenza stampa di Salvini. Ridicolo, come sempre, ma questa volta penso sia riuscito a superare sé stesso. Ha detto che suggerirà a Draghi il modello Lombardia. Davvero, non ce la posso fare. Salvini continua a prendere in giro gli italiani, sia la minoranza che gli crede, che la maggioranza che non gli ha mai creduto, che però sperano insieme di poter presto uscire da questa crisi.

Secondo il Salvini-pensiero (perdonate l’ossimoro) si sarebbe fatto cadere un governo, per metterne al suo posto un altro, pronto a farsi dettare la linea da un partito di minoranza la cui proposta è quella di applicare all’Italia il modello più fallimentare di gestione economico-pandemico-sanitaria d’Europa?

Siamo all’apoteosi, al teatro dell’assurdo.

Allora ricordiamoli insieme gli ultimi prodigi del buon governo del centrodestra in Lombardia, limitandoci al 2021 (trascurando quindi: mascherine pannolino, strage delle RSA, donazioni a sua insaputa di camici da parte del cognato, bonifici da conti svizzeri, le travolgenti gaffe di Gallera sull’indice RT, il fallimento della campagna vaccinale antinfluenzale):

  • Gallera dichiara che se la Lombardia è ultima nel piano vaccinazioni anti-Covid è perché i medici sono in ferie. L’ assessore al Welfare, difeso fino al giorno prima dalla stessa Lega, viene silurato.
  • Arriva Letizia Moratti con il compito non solo di sostituire Gallera, ma anche mettere in un angolo un Fontana sempre più stanco e in confusione.
  • Pronti via per dimostrarsi all’altezza Moratti propone un piano vaccinale in base le cui priorità siano dettate anche dal PIL. Poi nega. Poi viene smentita sui media nazionali dal suo stesso audio. Come rimediare? Colpo di genio: la Lombardia produrrà i vaccini da sola. E via di titoloni. Passano due giorni e lei stessa in conferenza stampa ammette che no, la promessa non può avere riscontro nella realtà.
  • Nel frattempo, la Lombardia sbaglia a mandare i dati sul monitoraggio della pandemia all’Istituto Superiore di Sanità e la Lombardia (cittadini, ristoranti e negozi) si fanno una settimana di zona rossa senza motivo. Il presidente prima fa ricorso al TAR (contro sé stesso) poi lo ritira, poi dà la colpa agli odiatori della Lombardia, poi all’algoritmo, infine dichiara che beh forse non è colpa di nessuno.
  • Intanto l’ISS fornisce dati, mail e orari, ma Fontana continua a dire che loro odiano la Lombardia e che è colpa loro. Noi chiediamo i dati in Aula. Nessuna risposta.
  • Arriva Bertolaso. Sì, lo stesso Bertolaso dell’ospedale in Fiera da 600 posti, che poi sono circa ottanta. Bertolaso è carico e la spara subito grossa: “Tutti i lombardi vaccinati entro giugno”. Evviva, grande! Peccato che per vaccinare 10 milioni di lombardi (a dire il vero sono 8,5 perché gli under 17 non si contano, ma vabbé lui mica poteva saperlo è solamente il super commissario). Lui vaccinerà sette giorni su sette, h 24. Con quale personale? Dove? Chi contatterà i cittadini? Questo non è dato saperlo. Bertolaso ha detto entro giugno e entro giugno sarà. Alt fermi tutti, c’è un però. Il super piano del super Bertolaso funzionerà a patto che: “il governo garantisca l’adeguato approvvigionamento di dosi”. Bertolso, così come Moratti e, forse, anche Fontana, sanno bene che attualmente è impossibile che le case farmaceutiche consegnino all’Italia 15 milioni di dosi di vaccini da destinare esclusivamente alla Lombardia. Loro lo sanno, o almeno dovrebbero saperlo, ma quando a giugno saremo ben lontani dall’essere vaccinati, vi racconteranno che la colpa sarà di Roma, che odia la Lombardia. Anzi forse no, perché nel frattempo la Lega è diventata governista ed europeista. Qualcuno fermi questa giostra, prima che sia troppo tardi per tutti.



Di Massimo De Rosa:

FONTE : Massimo De Rosa