Salvini, ieri esperto virologo, oggi ingegnere dell’energia

Il buon Salvini, ieri esperto virologo, oggi ingegnere dell’energia, si è lanciato nella sua nuova propaganda per il “sì al nucleare”, portando solidi argomentazioni come “ce l’hanno fuori, perchè noi no?”.

Siamo abituati al livello di dibatto con Salvini e quindi proviamo a suggerirgli qualche spunto per approfondire un argomento di cui, evidentemente, ha sentito parlare solo al bar.

Anzitutto, come ogni cosa, non possiamo stringere il dibattito alla sola scelta “sì”, “no”, bisognerebbe quantomeno avere contezza di una serie di questioni da valutare.

1) Quante centrali realizzare? Salvini avrà certamente in mente la potenza installata necessaria. Rispondo io per lui, giusto per avere un numero: 20 centrali.

2) Dove realizzare le centrali? 20 centrali significherebbe mediamente una in ogni regione. Saranno tutti d’accordo? Altrimenti potrebbe suggerirne 20 in Lombardia, saranno contenti i suoi concittadini. In ogni caso sarebbe improbabile data la situazione sismica critica in diverse aree del nostro Paese.

3) In quanto tempo? Lì dobbiamo guardare i dati storici. Diciamo che tra valutazioni iniziali, progetto e realizzazione parliamo di una ventina d’anni minimo.

4) quanto costeranno? Siamo buoni e immaginiamo tre miliardi a centrale, quindi circa 60 miliardi di euro in tutto. Faremo ricorso ai fondi della Lega immagino.

5) come gestiremo le scorie? Come ben sappiamo ancora oggi abbiamo in corso la gestione delle vecchie centrali Italiane. Ribadisco: ancora oggi. Aggiuno: per molto tempo. Al momento una domanda senza risposta dal neo ingegnere padano.

Potrei anche citare il fatto che i cittadini Italiani si siano già espressi due volte tramite referendum ma capisco bene che di queste cose a lui non interessi.

Caro Salvini, quindi, aspetto le tue risposte per un serio dibattito su questo tema.

Luca Carabetta