Salvini, Briatore e la violenza di sistema

Di Tommaso Merlo (Categoria: Attivisti):

Briatore è stato riempito d’insulti sui social mentre ai comizi di Salvini serve la polizia per contenere la rabbia dei contestatori. Le destre piagnucolano e fanno le vittime rispolverando l’invidia sociale e perfino l’odio atavico di chissà quali fantomatiche sinistre. La verità è molto più profonda. Chi semina raccoglie. È una legge della vita. Se per mesi vai in televisione a scagliarti contro il governo minimizzando la pandemia e prendendotela col sindaco di Arzachena perché di quelli che “non han mai fatto un cazzo nella vita”, poi non puoi pretendere di essere trattato come un gentleman quando ti ricoverano. E questo per il semplice fatto che non lo sei. Lo stesso vale per Salvini che da anni semina astio prima contro i meridionali poi contro gli immigrati dividendo e aizzando la società contro i suoi nemici politici. Anche lui alla fine ai comizi raccoglie quello che ha seminato e non viene trattato come un gentleman per il semplice fatto che non lo è. Non lo è nelle parole, nei toni, nei contenuti, negli atteggiamenti. La politica c’entra solo in parte. È la legge della vita. Le persone ti trattano come tu tratti loro. Certo, una minoranza di estremisti e fanatici esiste in ogni società e quindi anche nella nostra, ma la stragrande maggioranza di persone che sui social e nelle piazze reagiscono veementemente a personaggi come Briatore e Salvini, sono normali cittadini che partecipano alla vita del proprio paese come possono. Per i social poi si complica un pochino. Viviamo in una nuova era di post e tweet e ci vorrà del tempo affinché tutti s’impratichiscano con questo nuovo modo di comunicare. A volte persone dolcissime si trasformano in feroci iene quando scrivono, ma questo solo perché scrivendo non è facile calibrare i propri sentimenti e le proprie frustrazioni. Ci vorrà del tempo per riuscirci. E si spera che nel frattempo anche i personaggi pubblici migliorino. La rabbia che schiumeggia sui social come quella nelle piazze è in gran parte conseguenza di certi personaggi che fanno apposta a scatenare gli istinti peggiori della gente e questo per tornaconto personale. Per rilanciare il proprio personaggio e i propri interessi, per conquistare consenso o per semplice vanità. Ma in paesi ipocriti ed ottusi come l’Italia, tanta rabbia è generata anche dal sistema stesso. La faziosità spinta a livelli folli è una forma di violenza e come tale genera una reazione. Al di là delle sacrosante divergenze di opinioni, in Italia certa politica e certa stampa è arrivata alla palese e volgare manipolazione della realtà dei fatti a fini politici. Una manipolazione per mano di potentati spesso in conflitto d’interessi che inquinano in malafede il dibattitto pubblico. Disonestà intellettuale di sistema e cioè appositamente confezionata e diffusa a fini politici. Anche questa è una forma di violenza. Così come lo è un dibattito pubblico ostaggio delle stesse cricche politiche e giornalistiche da decenni. La stessa manciata di trombe e tromboni che monopolizzano l’arena ognuno in rappresentanza della propria lobby di appartenenza. Il tutto aggravato dalla simultanea emarginazione e discriminazione di qualunque voce nuova o alternativa che stoni dal coro conformista dominante. Anche questa cappa politica e culturale è una forma di violenza. E la violenza genera violenza. E la rabbia genera rabbia. È una legge della vita.

Tommaso Merlo



FONTE
: Tommaso Merlo