Rosa Menga: Torniamo a parlare di temi.

C’è un tema che mi sta particolarmente a cuore ed è quello della proroga dello scorrimento delle graduatorie della medicina generale.
Nelle scorse settimane, andando incontro alle richieste dei giovani medici e degli specializzandi, ho depositato in Commissione affari sociali, come membro del gruppo M5S, un emendamento al decreto Milleproroghe con il quale, considerata la grave carenza di medici di medicina generale e l’emergenza epidemiologica in atto, delegavo il Governo ad emanare un nuovo decreto ministeriale che, come già effettuato a mezzo del Decreto del 27 novembre 2020 a firma del Ministro della Salute, disponesse un’ulteriore proroga del termine di utilizzo della graduatoria MMG19 per assegnare i posti resi vacanti per cancellazione, rinuncia, decadenza o altri motivi, scongiurando in tal modo uno spreco di risorse sia umane che economiche.

Ma quando gli emendamenti sono troppi, per snellire i lavori delle Commissioni, si mettono ai voti soltanto quelli segnalati dai gruppi ed inseriti in un apposito fascicolo ed il mio, purtroppo, non vi è stato inserito e, quindi, non è stato messo ai voti.
Nel tempo intercorso tra il voto in Commissione e l’esame alla Camera è intervenuta la mia espulsione dal Movimento 5 Stelle. Ho deciso, dunque, di provare a presentare l’emendamento, come unica firmataria, direttamente nell’Aula di Montecitorio lo scorso lunedì.
In quel momento chiunque, a prescindere dall’appartenenza politica, avrebbe potuto sottoscriverlo. Così non è stato e l’emendamento è decaduto.
A quel punto, l’unica strada da percorrere restava il Senato. Nei giorni scorsi ho incontrato la senatrice Abate, ex Movimento 5 Stelle, disponibile a depositare l’emendamento nell’Aula di Palazzo Madama.

Durante la seduta di ieri, il Senato ha approvato in via definitiva il Milleproroghe, ma l’emendamento è stato bocciato.
Perché ho cercato tutte le vie possibili affinché l’emendamento trovasse accoglimento nel Milleproroghe?
Per tutelare non soltanto le esigenze lavorative dei miei giovani colleghi medici, ma anche la salute dei cittadini.
Il concorso per la Medicina Generale e quello per la specialistica vengono espletati in periodi dell’anno diversi e spesso ci si iscrive ad entrambi per avere maggiori possibilità occupazionali. Succede, però, che i vincitori del primo, a cui vengono quindi assegnate le borse di studio, risultino successivamente vincitori anche della specializzazione. Scegliendo quest’ultima strada, si rinuncia alla borsa della medicina generale che, però, con la graduatoria chiusa, non viene riassegnata.
E questo accade ogni anno. E ogni anno, a causa delle rinunce per l’ingresso in specializzazione, si utilizzano meno borse di quelle previste e di quelle finanziate e quindi si formano meno medici di quelli che servono in base al calcolo dei fabbisogni dei territori. Una carenza di medici che, in questo modo, aumenta di anno in anno in una situazione già al di sotto del fabbisogno di personale.

Ci tengo a rassicurare i giovani medici e specializzandi che certamente saranno delusi da questa definitiva bocciatura nel Milleproroghe: abbiamo trovato la strada sbarrata, cercheremo altre vie per arginare un fenomeno che ha ricadute negative sull’occupazione e sulla salute.

Rosa Menga