Ricerca e università: tutte le misure

Ricerca e università: tutte le misure





Mai come in questo periodo probabilmente, gli occhi del mondo sono puntati sul mondo della scienza, sperando che da questo arrivino le risposte e le soluzioni che ci permettano di tornare alla nostra vita di prima, e a riprenderci quella “normalità” che la pandemia ci ha tolto. Peccato che spesso e volentieri i riflettori su tutto quello che riguarda scienza e ricerca siano invece spenti, e ci si dimentichi di porre la giusta  attenzione al mondo universitario che ne è alla base. Tra l’altro quello di cui università e ricerca hanno bisogno non è la visibilità, ma il sostegno solido e costante della politica tramite fondi e misure che le potenzino, e dell’unanime riconoscimento che è da queste che si parte se si vuole essere un grande Paese. Dal trattenere i nostri giovani “cervelli” e dar loro modo di lavorare in Italia e sviluppare il loro potenziale. Dal riconoscere che la ricerca è essenziale, per tutti i settori, e non solo in tempi di pandemia.

Credo che come Movimento abbiamo sempre avuto questo concetto ben chiaro, e che abbiamo lavorato con questo governo, pur con tutte le difficoltà del caso, per mettere in campo risorse in materia. Con la consapevolezza che non bisogna fermarci qui, ma proseguire costantemente su questa strada. Intanto però  misure importanti a sostegno della ricerca e dell’università ci sono, e sono presenti nel Decreto Rilancio, nel Milleproroghe, nel CuraItalia, così come nella Legge di Bilancio 2020. Ma è sempre meglio andare a vedere nel concreto di cosa si tratta, e preferire la concretezza alle parole.

Queste le misure principali in termini di università e ricerca.

  • Decreto Rilancio
  • Aumento del numero degli studenti che beneficiano dell’esonero delle tasse

Per il 2020 abbiamo potenziato di 165 milioni di euro il Fondo per il finanziamento ordinario delle università (FFO) e di 8 milioni di euro il Fondo per il funzionamento amministrativo e didattico delle istituzioni AFAM (Alta formazione artistica e musicale). Le risorse sono destinate alle famiglie con reddito più basso, allo scopo di ampliare il numero degli studenti che beneficiano dell’esonero, totale o parziale, delle tasse. Estendiamo così ulteriormente la cosiddetta “no tax area”, misura improntata all’equità e a garantire pari opportunità, sulla cui necessità il Movimento 5 Stelle si batte da sempre.  Il calo di iscritti degli ultimi dieci anni è dovuto anche al peso della tassazione universitaria italiana, tra le più alte d’Europa. La No Tax Area è stata allargata agli studenti con Isee fino a 20mila euro (precedentemente si fermava a 13 mila euro): in sostanza, chi rientra entro tale soglia di reddito non paga le tasse universitarie. E anche chi ha un reddito compreso tra 20 e 30 mila euro avrà diritto a una consistente riduzione delle tasse universitarie, fino all’80 per cento.

  • Aumento delle borse di studio agli studenti meritevoli e bisognosi

Per il 2020 abbiamo incrementato di 40 milioni di euro il Fondo integrativo statale (FIS) per la concessione delle borse di studio: colmiamo in questo modo il gap tra coloro che risultano idonei ai benefici per il diritto allo studio e gli effettivi percettori delle borse. Per la prima volta da quest’anno siamo riusciti a portare ad uno il rapporto tra idonei e beneficiari di borsa di studio.

  • Potenziamento del Fondo per le esigenze emergenziali

Incrementato di 62 milioni il Fondo per esigenze emergenziali del sistema dell’università, delle istituzioni AFAM e degli Enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero dell’università e della ricerca: potenziamo così la didattica a distanza, l’acquisto di dispositivi digitali e l’accesso a piattaforme digitali.

  • Aiuti per i dottorandi di ricerca

i dottorandi di ricerca titolari di borse di studio che terminano il percorso di dottorato nell’a.a. 2019/2020 possono chiedere una proroga di 2 mesi del termine finale del corso di studio, con conseguente mantenimento della borsa di studio. Ecco perché, per il 2020, abbiamo incrementato il Fondo di finanziamento ordinario (FFO) di 15 milioni di euro.

Sempre per il 2020, è stato differito dal 30 settembre al 30 novembre il termine per la conclusione della selezione per l’ammissione ai corsi di dottorato.

Per gli anni 2021-2023, abbiamo destinato 9 milioni di euro (a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione – programmazione 2014-2020) al finanziamento in via sperimentale, da parte dei comuni presenti nelle aree interne del Paese, di borse di studio per dottorati di ricerca (c.d. dottorati comunali) finalizzati allo studio e alla realizzazione di 21 strategie locali volte allo sviluppo sostenibile, in coerenza con l’Agenda 2030.

  • 550 milioni di euro in due anni per il programma di ricerca nazionale.

Assunzione di 1.044 ricercatori degli Enti pubblici di ricerca e di 3.333 ricercatori universitari

Oltre 50 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021 per il Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca (FOE) che porteranno alla stabilizzazione di 1.300 ricercatori negli Enti pubblici di ricerca e 250 milioni di euro per l’assunzione di 4.600 ricercatori.

  • 500 milioni di euro per le borse di specializzazione medica

Aumentiamo le borse di specializzazione medica del 50 per cento rispetto allo scorso anno con uno stanziamento aggiuntivo di 500 milioni di euro dal 2020 al 2024. Saranno 4.200 i nuovi specializzandi per ciascuno degli anni 2020 e 2021, questo aumento si aggiunge a quello della legge di bilancio 2019 che aveva già previsto un incremento a regime stimato in 900 borse di specializzazione.

  • 200 milioni aggiuntivi per la ricerca, con l’assunzione di oltre 3 mila ricercatori.
  • Incrementato il Fondo di finanziamento ordinario (FFO) di 100 milioni di euro per il 2021 e 200 milioni di euro annui a decorrere dal 2022, al fine di promuovere l’attività di ricerca.
  • Nuovo programma per lo sviluppo dei Progetti di rilevante interesse nazionale (PRIN)

Sarà definito, da parte del Ministro dell’università e della ricerca, un nuovo programma per lo sviluppo dei Progetti di rilevante interesse nazionale (PRIN), che vedrà la collaborazione di più atenei o Enti di ricerca. Per questo, si incrementa il Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST) di 250 milioni di euro per il 2021 e di 300 milioni di euro per il 2022.

  • 550 milioni nel biennio per finanziarie progetti di ricerca innovativi
  • 40 milioni di euro per completare il Tecnopolo di Bologna

Stanziati 10 milioni di euro per l’anno 2020 e 15 milioni per ciascun anno del biennio 2021 e 2022, per gli interventi necessari a completare la realizzazione del Tecnopolo di Bologna, per il potenziamento della partecipazione italiana a istituzioni e progetti di ricerca europei ed internazionali, e per il connesso potenziamento del sistema di alta formazione e ricerca meteoclimatica di Bologna.

  • Decreto Cura Italia
  • 4 milioni di euro per assumere 50 unità di personale all’Istituto Superiore della Sanità (ricercatori e collaboratori tecnici).
  • Più risorse per università, AFAM ed Enti pubblici di ricerca

Vengono garantite maggiori risorse alle istituzioni universitarie, AFAM e agli Enti pubblici di ricerca: è stato istituito per l’anno 2020 un fondo denominato “Fondo per le esigenze emergenziali del sistema dell’Università, delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e degli enti di ricerca” con una dotazione di 50 milioni di euro.

  • Decreto Milleproroghe 2020
  • Assunzioni per compensare cessazioni nella PA

Proroga dei termini fino al 31 dicembre 2020 anche per quanto riguarda l’attuazione del turn over nella Pubblica amministrazione. In questo modo si potranno sostituire tutti coloro che hanno lasciato la Pubblica amministrazione, ad esempio a causa del prepensionamento con Quota 100, con forza lavoro giovane e nuove assunzioni nel corso di quest’anno. Questa proroga vale anche per i Corpi di Polizia e il corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e per i ricercatori delle nostre università

  • 2 milioni allo Spallanzani per supportare medici e ricercatori
  • assunzione di 1.600 ricercatori universitari

Prorogate fino al 2022, le misure di sostegno per l’accesso dei giovani alla ricerca e per la competitività del sistema universitario italiano a livello internazionale.

  • Assunzioni AFAM

Proroga per il 2020 e il 2021 per la stipula di contratti a tempo determinato e indeterminato per lavoratori AFAM (Alta formazione artistica e musicale) utilizzando le graduatorie a esaurimento.

  • Aumento fondi per il “Gran Sasso Science Institute”

La Scuola sperimentale di dottorato internazionale “Gran Sasso Science Institute” è il centro di ricerca sotterraneo più importante e grande del mondo e si occupa dello studio delle particelle di cui è composta la materia. Alla Scuola, a partire dal 2020, saranno stanziati 4 milioni di euro l’anno per l’ampliamento dell’attività di ricerca.

  • Sei milioni di euro per la ricerca e lo sviluppo di approcci alternativi al trattamento degli animali a fini scientifici. Prorogata al 1° gennaio 2021 la disposizione di attuazione della direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici.

Stanziamo due milioni di euro per ciascun anno dal 2020 al 2022, per favorire la ricerca e lo sviluppo di approcci alternativi rispetto alle procedure sugli animali a fini scientifici. Di questi fondi il 20 per cento è destinato al finanziamento di corsi di formazione ed aggiornamento per gli operatori degli stabilimenti autorizzati, e l’80 per cento, agli istituti zooprofilattici sperimentali, agli Enti pubblici di ricerca e alle università, per l’attività di ricerca e sviluppo dei metodi alternativi.

  • Legge di Bilancio 2020
  • Fondo per endometriosi

Con un emendamento del Movimento 5 Stelle istituiamo un fondo da 4 milioni (2 milioni nel 2020 e 2 milioni nel 2021) per la ricerca e le cure contro l’endometriosi. Un segnale importante in difesa di almeno tre milioni di donne italiane che soffrono di questa malattia cronica, difficile da diagnosticare, per la quale esistono oggi poche terapie.

  • Diritto allo studio

Un emendamento della maggioranza aumenta da 16 a 31 milioni il finanziamento aggiuntivo nel 2020 per promuovere il diritto allo studio universitario. Sosteniamo così concretamente gli studenti italiani e le loro famiglie.

  • Educazione alle differenze di genere

1 milione di euro l’anno in più, all’interno del Fondo per il finanziamento ordinario delle università, per promuovere l’educazione alle differenze di genere. In particolare nell’offerta formativa universitaria vengono previsti nuovi corsi di studi di genere e potenziati i corsi ad hoc già esistenti.

  • Legge di Bilancio 2019
  • Assunzione di fino a 1.000 Ricercatori universitari

Con il piano straordinario di reclutamento di ricercatori universitari cominciamo a dire basta ai cervelli in fuga integrando lo stanziamento del fondo per il finanziamento ordinario delle Università statali con apposite risorse finalizzate al reclutamento fino a 1.000 ricercatori.

  • 40 milioni per il Fondo di finanziamento ordinario delle università
  • Permettiamo agli atenei più virtuosi di effettuare assunzioni oltre i vincoli imposti dal blocco del turn over, garantendo 25 milioni al Fondo di finanziamento ordinario dell’università.
  • 10 milioni per il Fondo ordinario per il finanziamento degli enti e degli istituti di ricerca
  • Estesa agli IRCCS (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) la possibilità di accedere a fondi pubblici per la ricerca
  • 9 milioni per il Tecnopolo Mediterraneo di Taranto
  • Decreto Istruzione 2019
  • Introduzione della procedura di stabilizzazione “tenure track”

Per la prima volta entra nell’ordinamento degli Enti pubblici di ricerca italiani la cosiddetta tenure track che consente a chi ha un contratto come assegnista di ricerca, a tempo determinato, cioè a chi lavora già stabilmente sulla ricerca in Italia, anche se non contrattualizzato come permanente, di poter accedere ad una procedura per trasformare le posizioni a tempo determinato in contratti stabili.

  • Meno burocrazia nei processi di stabilizzazione

Superamento della burocrazia nei processi di stabilizzazione previsti dalla legge Madia dei precari della ricerca, uniformando l’interpretazione della norma per tutti gli Enti pubblici di ricerca. Abbiamo eliminato la discriminazione tra ricercatori con lo stesso percorso ma appartenenti ad enti diversi, garantendo quindi pari opportunità.

  • Superamento dell’obbligo di utilizzare il MEPA per chi opera nella ricerca

Sburocratizzazione degli acquisti per le attrezzature necessarie alla ricerca, per le università e per gli Enti pubblici, concedendo la possibilità di scegliere nel libero mercato le opzioni migliori per chi fa ricerca e a prezzi più convenienti.

  • Proroga dell’abilitazione scientifica nazionale, portandola a nove anni, così da sopperire al blocco del turnover derivante dai precedenti governi di centrodestra e dando la possibilità a tutti i ricercatori di partecipare a concorsi pubblici per entrare finalmente di ruolo.
  • FOE 2018
  • Stabilizzazione di alcune migliaia di ricercatori degli Enti pubblici di ricerca (che avevano diritto alla stabilizzazione per gli effetti della legge Madia ma per i quali non erano stati stanziati sufficienti finanziamenti) attraverso la destinazione di 68 milioni di euro provenienti dai fondi cosiddetti “ex premiali”.



Di Patrizia Terzoni:

FONTE : Patrizia Terzoni