Ricerca contro il Covid, Calabria presente!

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In questi giorni in cui la tutta l’attenzione dei media è puntata su ciò che avviene in Parlamento ci tenevo a parlare di un argomento che altrimenti rischierebbe di passare inosservato. È un modo per render giustizia ad alcuni grandi passi avanti nella lotta al Covid-19 e di alcuni primati del popolo calabrese.

La vitamina D aiuta a ridurre gli effetti del Covid nei pazienti con altre malattie. È il risultato di un recentissimo studio coordinato dall’Università di Padova, con la partecipazione del Cnr di Reggio Calabria, di quello di Pisa e degli atenei di Parma e di Verona. La conclusione di questo lavoro, pubblicato sulla rivista Nutriens, è che nei pazienti con altre patologie che avevano preso la vitamina D «il rischio di andare incontro a decesso o trasferimento in terapia intensiva era ridotto dell’80% rispetto ai soggetti che non l’avevano assunta». 

Ancora una volta, perciò, i cervelli calabresi hanno dato il loro importante contributo alla ricerca scientifica contro il Covid e al miglioramento delle cure. Voglio in proposito ricordare che i vaccini cubani, ancora in fase sperimentale, sono stati realizzati anche grazie al giovane scienziato Fabrizio Chiodo, originario di Caccuri (Crotone); che nell’intero Sud il policlinico universitario di Catanzaro è l’unica struttura in cui si usa l’Ecmo per l’ossigenazione extracorporea a membrana dei pazienti con problemi respiratori determinati dal Covid; che all’ospedale pubblico di Reggio Calabria hanno messo a punto una terapia con l’adenosina per aerosol, la quale ha dato ottimi risultati nei malati gravi, sia per bloccare l’infiammazione generata dal virus, sia per riparare i danni polmonari.

Ho ritenuto giusto, da parlamentare, riportare queste notizie che raccontano delle intelligenze e delle capacità che, in ambito sanitario, abbiamo in Calabria, nonostante la diffusa inadeguatezza della politica e della classe dirigente regionale.



Di Paolo Parentela:

FONTE : Paolo Parentela