RENZI RISPONDA SUI SUOI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA E CHIEDA SCUSA

Il governo Renzi non verrà ricordato solo per i disastri Jobs Act, Buona scuola e il tentativo di demolire la Costituzione.
Oggi ‘La Stampa’ torna sul tema della vendita di armi italiane usate nella guerra in Yemen a dispetto della legge 185/90. Renzi è stato protagonista di un macabro record: una commessa di oltre 885 milioni di euro in armamenti venduti proprio all’Arabia Saudita, il Paese del ‘rinascimento’.
L’intreccio di interessi economico-finanziari fra Renzi e il principe saudita Mohammad bin Salman ha radici antiche e va chiarito una volte per tutte.

Il problema erano i servizi segreti in mano a Conte?
– l’Arabia Saudita aveva una commessa di bombe e missili concessa dal governo Renzi nel 2016
-L’atto amministrativo del ministero guidato da Luigi Di Maio, appunto la revoca delle autorizzazioni in corso per l’esportazione di missili e bombe d’aereo verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.E nasce da un lavoro parlamentare coordinato nei mesi scorsi da Pd e 5 Stelle, che portò ad una risoluzione presentata lo scorso dicembre con prima firma delle deputate Yana Chiara Ehm (M5S) e Lia Quartapelle (Pd)
-Renzi apre la crisi di governo pochi giorni prima della sua presenza ad una conferenza in Arabia Saudita
-Renzi dichiara di dare spiegazioni appena si sarà risolta la crisi di governo
-Risolta la crisi Renzi invece di dare spiegazioni in conferenza stampa, si autointervista, ovvero si fa le domande e si dà le risposte sul suo sito di enews, sia mai che giornalisti del livello di Khashoggi gli pongano domande a cui non saprebbe cosa rispondere.

Se Matteo Renzi pensa di aver chiuso la questione sui suoi legami con l’Arabia Saudita e con il principe Mohammed bin Salman con auto interviste, tweet o dirette Facebook si sbaglia di grosso.
Il rapporto indipendente delle Nazioni Unite del 2019 e quello della Cia diffuso nei giorni scorsi sull’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi parlano chiaro. La crisi di Governo è finita e il tempo pure: è ora che il leader di Italia Viva la smetta di scappare dalle sue responsabilità e chiarisca la vicenda davanti al Paese.
Questa non è una questione contabile come Renzi, in maniera ridicola, vuole farla apparire. È una questione interamente politica, aggravata dal fatto che parliamo di un ex presidente del Consiglio e senatore della Repubblica in carica.
Come MoVimento 5 Stelle, abbiamo posto a Renzi 5 domande puntuali alle quali ci aspettiamo risposte puntuali, comprese le scuse per aver magnificato uno Stato che ha barbaramente ucciso un giornalista e che quotidianamente calpesta i diritti delle minoranze religiose, delle donne e dei lavoratori.