Renzi e la distruzione della sinistra.

Le dimissioni di Zingaretti fanno riflettere. Molto. Soprattutto le sue parole: “mi vergogno di questo partito”.

Mi trovo d’accordo con la sua affermazione e sono solidale con lui. Ha dimostrato, sta dimostrando, con tutti i limiti che gli possiamo attribuire, di essere una brava persona, caratteristica molto rara, se non unica, nella politica italiana.
Il PD di oggi è lo specchio di Renzi. Un partito vergognoso, colonizzato da un essere vergognoso. Perché Renzi è la plastica rappresentazione di tutto ciò che può dare vergogna, o meglio ancora, dà vergogna. Renzi è un essere ignobile, rivoltante e spero che mi quereli. Ed è stato un collante, un punto di aggregazione di tutti gli esseri ignobili e rivoltanti che si avvicinano alla politica per fare “i cazzi loro”, come si diceva una volta. La vera riproposizione della parte più retriva, disgustosa, vomitevole, rivoltante, schifosa della vecchia DC, che pure aveva varie anime. Alcune apprezzabili e che hanno espresso figure esemplari come Aldo Moro.

Renzi è riuscito a distruggere qualunque idea di sinistra in Italia. Ha completato l’opera di altri, ma questo deve essere tema di una riflessione a parte. È stato il cavallo di Troia di chi non ha bisogno di tutele, di chi non ha bisogno di essere difeso. Ha colonizzato un partito di sinistra con parole d’ordine di sinistra, con la scusa del rinnovamento ed ha messo in pratica strategie e linee guida, degne delle peggiori destre possibili.

Auguro a Renzi la peggiore delle morti politiche possibili. Gli auguro di vivere 250 anni, ci mancherebbe altro, però lontano dal culo mio e degli italiani. Perché è una brutta persona, amico di brutte persone e calamita di brutte persone. Rappresentante di quelli con i soldi, della parte peggiore di Confindustria, del potere finanziario. Gli amici di Renzi che popolano il PD di oggi sono esattamente come lui. È un partito che dà vergogna, esattamente come Forza Italia o Fratelli d’Italia. Forse come dà vergogna la Lega. Renzi ed i suoi camerieri devono essere considerati come la Meloni o Salvini. E devono andare in quell’ambito. Quello naturale in cui devono stare: la destra.

Il PD ha dimenticato da tempo di essere un partito di sinistra. Lo è stato fino ad Occhetto. E poi c’è stato Bersani. In mezzo l’affarismo e la spregiudicatezza di D’Alema e il rappresentante delle Giovani Marmotte Veltroni. Mai come adesso l’Italia ha bisogno di un soggetto politico di sinistra. Non può essere il PD con i renziani dentro. Non può essere il partito di Del Rio, di Guerini, di Marcucci, di Serracchiani, di Lotti.
Staremo a vedere. Mala tempora currunt. Se l’obiettivo di Renzi era quello di distruggere la possibile alternativa alle destre, ci sta riuscendo perfettamente.

Giancarlo Selmi