REFERENDUM TAGLIO DEI PARLAMENTARI: UNA MISURA DI CIVILTÀ E DEMOCRAZIA

REFERENDUM TAGLIO DEI PARLAMENTARI: UNA MISURA DI CIVILTÀ E DEMOCRAZIA

Il 20 e 21 settembre, con il Referendum sul taglio dei parlamentari, possiamo liberarci di 345 poltrone.

La nostra riforma costituzionale prevede la riduzione di circa un terzo dei parlamentari che, tra senatori e deputati, passerebbero dagli attuali 945 a 600: un numero che consentirebbe di velocizzare i lavori e innescare un meccanismo di selezione migliore dei candidati e, dunque, degli eletti.

In 10 anni il taglio dei parlamentari farà inoltre risparmiare 1 miliardo di euro, che potrà essere reinvestito, ad esempio, per costruire 133 nuove scuole, per comprare 13mila ambulanze, assumere 25mila infermieri o 11mila medici: non sono briciole, ma soldi veri per la collettività.

Come ha recentemente sottolineato l’ex presidente della Consulta Valerio Onida, si tratta di una riforma grazie alla quale le Camere avranno la possibilità di funzionare meglio, soprattutto se si coglierà l’occasione di migliorare i regolamenti e le prassi parlamentari: il tutto, senza intaccare minimamente il principio della rappresentatività o il legame tra territori e politica.

Un numero più ragionevole di parlamentari significherebbe infatti avere rappresentanti che corrispondono a partiti e movimenti votati dai cittadini, e non gruppetti frammentati politici che servono solo per organizzare la sopravvivenza sulla poltrona.



Di Tiziana Ciprini:

FONTE : Tiziana Ciprini