Quindi no. Queste scelte sono molto più grandi di un Salvini qualunque.

A me Draghi non piace, Salvini neanche a parlarne. Le contestazioni sono sacrosante, epperò… la narrazione del Fatto Quotidiano sull’ultima scelta delle riaperture, mi trova in disaccordo. Penso sia cattiva maestra, per molti sostenitori del MoVimento che davvero credono di leggere la linea politica M5S aprendo quel giornale. No. Quella è la linea editoriale di un gruppo di giornalisti, indipendenti, autonomi, bravissimi, ma è la loro e solo loro. Si mette sul piedistallo della prima pagina uno stimato virologo milanese contro altri 100, per dare fiato alla propria tromba del No al Governo da quando s’è insediato.

Io lo ricordo quel professore del Sacco, toppare a febbraio tutte le previsioni, rassicurare, minimizzare, alle sue conferenze, come un Fontana qualsiasi. Abbiamo dato la croce a Gori che è un politico e passiamo in cavalleria le boiate di Galli che è un virologo e si è trovato a consigliare (malissimo) le autorità sanitaria proprio un attimo prima scoppiasse il bubbone, proprio nel cuore della pandemia mondiale, la Lombardia (per sua gravissima colpa e di altri). Non è attendibile per quante comparsate faccia. Soprattutto non è attendibile perché è lui che ammette in interviste varie di consigliare per vie non ufficiali, il ministero della Salute. Quindi è parte in causa e i professori contraddetti sono sempre molto permalosi.

Ho trovato l’impostazione del Fatto, fuorviante quando paragona l’aperturismo di Madrid all’Italia. Lo fa mettendo insieme due epoche diverse. Madrid ha subìto una nuova ondata dopo l’inverno, con la stagione vaccinale appena iniziata. L’Italia riapre a primavera inoltrata e verso i 20 milioni di prime dosi, con una campagna vaccinale che entra in regime. E’ verissimo che aspettando almeno a dopo il primo maggio, si sarebbero risparmiati un sacco di altri contagi, ma il Governo deve tener conto, oltre che della Salute anche della capacità di tenuta della sicurezza sociale. Dopo 15 mesi di lockdown e ristrettezze, c’è un punto di esplosione della rabbia, che non può essere gestita con i carabinieri. Si deve scegliere tra gestire la rabbia e la repressione brutale. Gestire in modo ordinato le riaperture, rallentare appena la curva risale e mantenere il controllo in uno scenario che va migliorando di giorno in giorno. Oppure manganellare, reprimere e perdere la cosa più importante: l’approvazione della popolazione alle proprie misure.

Se la popolazione non ti segue, puoi mandare in strada anche l’esercito, avrai l’effetto contrario. Il Governo deve bilanciare queste due istanze di sicurezza sociale e salute, soprattutto in uno scenario TOTALMENTE cambiato rispetto allo scorso anno da un fatto inoppugnabile: il vaccino. Da un punto di vista politico poi, per il MoVimento, seguire il Fatto su questa china è tafazzismo puro. Ci si dovrebbe dissociare dal Governo che M5S appoggia e per “difendere” un ministro della Salute che anziché dimettersi in dissenso come ha fatto quello austriaco, si è presentato in conferenza stampa con Draghi, avallando la sua abiura.

Io non apprezzerò mai Draghi, ma M5S appoggia il Governo e sarebbe veramente stupido contestare una scelta astuta, fatta osservando il mutamento dello scenario in corso. Scendere dal carro dei vaccinatori per andare su quello degli sfigati. Perché si, Figliuolo sembra la controfigura di Badoglio, e sì siamo indietro con la tabella di marcia sui vaccini, ma i vaccini ci sono! E sono pure tanti, e ogni settimana si sommano ai milioni e milioni di già vaccinati. Avanzano inesorabilmente che noi li si contesti o meno. Quindi no. Capisco le paure e lo scazzo per la lega debordante, ma queste scelte sono molto più grandi di un Salvini qualunque.

Stefano Ragusa