Quando i De Falchi si mettono a ballare

DI Nadia Riola:

E’ successo quello che era prevedibile: la Lega, con voto segreto, manda sotto il governo su un emendamento presentato da un ex M5s, Vitiello, al DDL Anticorruzione e rivendica la cosa come “segnale mandato al M5s”.

La Lega ci sta sostanzialmente restituendo ciò che alcuni senatori e, ieri, alcuni deputati del M5s, con quella lettera inviata al capogruppo D’Uva, hanno creato sul DL Sicurezza di Salvini: se alcuni parlamentari del M5s si smarcano e decidono di riaprire i giochi su un DL di un ministro leghista, rischiando di far decadere questo decreto, è inevitabile aspettarsi dai leghisti di essere ripagati con la stessa moneta alla prima occasione utile e, soprattutto, importante per il M5s come il DDL Anticorruzione.

L’ottusa difesa della “sensibilità personale” fatta da De Falco, Nugnes e altri al Senato sul DL Sicurezza e quella altrettanto ottusa ed autolesionista lettera in cui venti deputati grillini chiedono di ridiscutere ed emendare il DL Sicurezza alla Camera ha fornito ai leghisti il diritto di comportarsi esattamente come parte dei nostri si sono comportati con un loro decreto legge.

Non c’è nulla di cui stupirsi e meravigliarsi: Luigi Di Maio e la parte sana all’interno del gruppo parlamentare del M5s e della cosiddetta “base” lo hanno fatto capire in modo chiaro, parlando di “lealtà” e di “correttezza” verso chi divide il governo con noi e che non si può “chiedere e pretendere queste cose dagli altri, se noi per primi non siamo in grado di garantirle”. Ancora Oggi, Di Maio lo ha ribadito nella sua intervista radiofonica e il Presidente Conte, a precisa domanda durante la sua visita allo sgombero delle villette abusive dei Casamonica, ha parlato di “arrivare ad una sintesi perchè ad un certo punto è giusto prendere una decisione”.

De Falco&Soci hanno aperto le danze e se gli altri, poi, si mettono a ballare, non è con loro che bisogna prendersela ma con chi, per una insano ed egoistico bisogno di affermare se stesso e la propria sensibilità, ha minato, di fatto, un equilibrio faticosamente cercato e trovato tra due forze politiche diverse che si sono impegnate su un contratto di governo che, d’ora in poi, salvo i soliti miracoli fatti da Di Maio e Conte nonostante la deleteria presenza di ottusangoli e egocentrici da primo premio, è destinato a diventare un “liberi tutti”.

Tutti pensano che i nostri nemici più pericolosi siano i giornali, le TV, le caste di questo Paese ma, in realtà, l’unico vero nemico del M5s, quello destinato a fare i danni più grandi, è il massimalismo insito in troppi di noi, portavoce compresi. Ed è questa la vera arma a beneficio di ogni sistema consolidato che ha sempre tenuto in scacco e smontato ogni tentativo di vero cambiamento.