Programmazione 2021-2027, il Molise rischia di perdere l’ultimo treno

Nei prossimi anni la Regione dovrà gestire 1,5 miliardi di euro, ma la programmazione lascia assai a desiderare. Tra le principali cause la totale assenza di concertazione con il Consiglio regionale e il partenariato economico e sociale. Il documento di indirizzo, votato dalla sola maggioranza, di fatto è l’ennesimo ‘libro dei sogni’ privo di visione futura. Così il Molise rischia di perdere l’ultimo treno per un rilancio tanto agognato

Ammontano a circa 1,5 miliardi di euro i fondi che arriveranno in Molise nei prossimi sette anni, ma quelli che dovevano essere soldi ben appostati con una concertazione tra le parti, oggi rischiano di non apportare benefici al territorio per la mancanza di programmazione. Parliamo di 402 milioni dai fondi strutturali, 416 milioni dal Pnrr, oltre 500 milioni dal Fondo di Sviluppo e Coesione, ai quali dobbiamo sommare i fondi di Sviluppo rurale e i trasferimenti ordinari statali. Soldi che dovevano essere ben appostati, tramite il lavoro del Consiglio regionale con il partenariato economico e sociale. Invece, ci siamo trovati centinaia di pagine da approvare in sole due ore. Ennesima dimostrazione di come questa maggioranza non sappia fare quadrato con tutte le forze in campo, neanche quando si decide il futuro della nostra terra. Intanto, il Molise continua a perdere abitanti, migliaia ogni anno. E questi soldi potrebbero rappresentare davvero l’ultimo treno. Speriamo di non perderlo definitivamente.

Un documento senza anima e cuore 

Il documento di indirizzo votato dalla sola maggioranza, neanche compatta in verità, manca di anima e cuore. È formalmente corretto, ma sembra proprio non raccogliere la sfida di rilanciare una regione moribonda.La Transizione energetica non è un qualcosa di astratto, dovremmo avere un’idea chiara e lungimirante su cosa finanziare per realizzarla. Ma siamo ancora, da anni, in attesa dei documenti che dovrebbero essere alla base di questa programmazione: piano paesaggistico e dei rifiuti, piani di gestione per le Reti Natura 2000, piano cave e discariche, piano energetico, tanto per citarne alcuni. Manca anche una seria riflessione sulla gestione delle acque, dove attendiamo uno studio dell’Autorità di bacino dell’Italia meridionale. In Molise abbiamo tanta acqua, ma ne sprechiamo troppa. Senza una buona programmazione a monte, è facile prevedere intoppi a valle, quando si tratterà di investire quelle risorse. Quando il prossimo governo regionale dovrà preparare i bandi, si scontrerà necessariamente con le comunità, non coinvolte a tempo debito.

Ancora fermi alle infrastrutture 2.0 

Mancano idee chiare e praticabili per quanto riguarda la ‘Zona economica speciale‘, la ‘Strategia nazionale aree interne‘ e la ‘Strategia di specializzazione intelligente‘. Il Molise ha un disperato bisogno di intraprendere la strada della Transizione digitale. Lo dobbiamo alle nostre imprese, ai privati cittadini, a chi vuole vivere o soggiornare qui, pur lavorando in ‘smart’. A chi, ancora, vorrebbe investire ma sa che siamo fermi alle infrastrutture 2.0Nei giorni scorsi, l’ingegnere di un’azienda innovativa ci raccontava che, solo per avere una connessione internet dignitosa, ha dovuto installare 4 antenne, nonostante ci fosse una cabina della fibra ottica a 100 metri dall’azienda: mancavano gli ultimi metri di collegamento.

In che direzione va il mercato del lavoro 

È ormai prossima l’installazione di una Gigafactory a Termoli. Crediamo che questa dovrebbe trovare slancio e supporto da infrastrutture di livello e dalla stessa Zes. Auspicavamo che nella programmazione dei fondi comunitari si sognasse in grande, gettando le basi per la creazione di un ‘Distretto tecnologico molisano‘. A questi temi si lega il problema dei problemi della nostra regione: il lavoro. Istruzione e formazione erano tra gli assi del Fondo Sociale Europeo 2014-2020. Ci aspettavamo un coinvolgimento del Consiglio nella redazione di un piano di rilevazione dei fabbisogni occupazionali. Abbiamo visto finanziare, a pioggia, corsi per barman, estetisti, pizzaioli, parrucchieri. Ma il mercato del lavoro va in un’altra direzione. Si dovrebbero ascoltare le aziende per puntare sulle figure professionali che mancano. Quando si parla di lavoro, un ruolo cruciale è giocato anche dai Consorzi industriali, che attendono una riforma da tempo immemore.

Maggioranza approva il ‘libro dei sogni’

Così come, parlando di efficientamento energetico, si dovevano coinvolgere i Comuni, attori principali di questo asse strategico. Ovviamente, non è stato fatto. Ancora, abbiamo ritardi gravi in infrastrutture e trasporti. Sfidiamo chiunque, leggendo quei documenti, a spiegarci come i fondi strutturali supporteranno il Piano dei trasporti. A fasi alterne, ci si riempie la bocca di buoni propositi sul turismo. Ma, dato che le maglie del bilancio ordinario sono strettissime, si dovrà fare affidamento sui fondi europei. E come si fa, senza una cornice normativa chiara? La sintesi di tutto ciò è che, nella totale assenza di una visione d’insieme e, ancora una volta, ignorando la necessaria concertazione, la maggioranza Toma ha approvato un ‘libro dei sogni’ incapace di sognare. Eppure erano chiamati a scrivere il futuro per tutti i molisani. Stiamo, in sostanza, decidendo se il Molise deve sopravvivere, chiudere o rinascere.



Di MoVimento 5 Stelle Molise:

FONTE : MoVimento 5 Stelle Molise