Più strumenti per lo smart working nella PA

Nella fase acuta della pandemia da Covid, mentre tutto il Paese andava in lockdown, la Pubblica amministrazione non poteva fermarsi. Abbiamo risposto con lo smart working d’emergenza e, pur tra mille difficoltà, abbiamo fatto il massimo sforzo per garantire l’operatività delle amministrazioni.

Servivano subito più computer, più strumenti informatici per lavorare da remoto, più connettività. Li abbiamo ottenuti a beneficio del pubblico impiego e, quindi, dei servizi ai cittadini.

Con il decreto di marzo, il “Cura Italia”, su alcune dotazioni Ict è stata aumentata la potenza di fuoco di Consip, la centrale nazionale per gli acquisti della Pa, attraverso una maggiore offerta alle amministrazioni e uno snellimento delle procedure di emergenza.

Risultato? La società del ministero dell’Economia è riuscita a consegnare agli enti pubblici il 185% di notebook in più a gennaio-luglio 2020 (94mila) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (33mila).

Stesso trend anche per le “licenze software multibrand” che garantiscono il software necessario alla piena operatività, anche a distanza, delle infrastrutture tecnologiche delle Pa. Infine, di fronte alla crescita dell’esigenza di connettività, sono stati introdotti i piani tariffari superiori ai già previsti 20 Gb/mese, fino a 60Gb o 100Gb di traffico/mese. L’adesione ha generato un risparmio per tutte le utenze che, in assenza delle nuove opzioni, sarebbero state tariffate “a consumo”.

Ovviamente, sappiamo che è ancora lungo il cammino sulla strada della piena conversione tecnologica e della digitalizzazione capillare. Ma il salto verso il futuro è compiuto e guardare avanti è il nostro impegno più importante.



Di Fabiana Dadone:

FONTE : Fabiana Dadone