Più ci penso e più qualcosa non mi torna!

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Detto tra noi, tra i pochi amici che mi sono rimasti, la posizione di Giuseppe Conte non mi è chiara, nel senso più stretto del termine, non riesco a vedere oltre le sue ultime dichiarazioni: “ci sono e ci sarò”; a chi ha rivolto queste parole?
Il Movimento vive una lacerazione interna che si poteva prevedere, la scelta di appoggiare un governo con tutti dentro, di logica, avrebbe mosso malumori, e Beppe Grillo, dopo vari incontri, ti tira fuori dal cilindro questo ministero supergalattico, riportato sul quesito Rousseau come l’arca dell’alleanza, ma la cosa non ha convinto tutti e il dubbio è sinonimo di intelligenza, e il dubbio resta: Giuseppe Conte a chi si riferiva? All’ala governista o a quella dissidente?
Conte è troppo intelligente per non aver previsto l’esito di certe scelte, le ha addirittura incitate, e poi silenzio. Mah, boh, mumble, mumble.

Lo schema che si viene a definire, probabilmente, è un nuovo gruppo cacciato dal Movimento che diventa opposizione del Movimento, e Di Battista ne è il primo promotore, una situazione kafkiana, paradossale, di non facile lettura, che lascia sgomenti per l’assurdità degli eventi, e la masturbazione cerebrale ci fa uscire parole che non avremmo mai immaginato di dire.
Anche questo gruppo interparlamentare, un’altra suoercazzola improvvisa, mi risulta strano, un’alleanza che dovrebbe anche stabilire le candidature alle prossime amministrative, e che ti succede? Che Virginia Raggi, che ne sa più di me, s’incazza e vuole chiarezza: fate votare su Rousseau la mia candidatura!

Nessuno le ha risposto, ma le espulsioni arrivano immediate, giuste per mandare a cacare chi si opponeva al disegno programmato? Adesso si è liberi di scegliere il nuovo direttivo senza rompicoglioni, si è liberi di allearsi con chi si vuole, i marziani sono tornati sul loro pianeta, e vissero tutti felici e contenti. E Giuseppe Conte?

Forse i dissidenti non andavano bene per un progetto insieme al PD? Forse un direttivo che indicasse altre strade era troppo per Grillo? Eppure questi governano il Paese, decidono cose, fanno i ministri, i sottosegretari, mica bau, bau, micio, micio, e Grillo non sarà certo presente nelle commissioni, negli emendamenti, nelle righe trappola che mai leggerà!

A chi resta il compito di fare politica tutti i giorni? Il quadro non è trasparente, è torbido, e il futuro non è su Marte ma su questa Terra, in Italia, dove le stelle le vediamo con i piedi saldi sul terreno, aspettando una risposta da Rousseau per Virginia Raggi, senza trucchi, insieme a chi o contro chi, senza inventare formule che su Roma arriveranno miliardi di euro, quindi chiarezza: volete Virginia Raggi come sindaco di Roma?

Bruno Fusco