Pirateria: la missione di nave Rizzo a difesa degli interessi nazionali

Continua la missione di Nave RIZZO a difesa degli interessi nazionali in un’area fortemente colpita dal fenomeno della pirateria.

Nei giorni scorsi, al largo delle coste nigeriane, Nave RIZZO ha condotto un addestramento congiunto con ENI nell’ambito dell’Operazione Gabinia.

L’esercitazione di anti-terrorismo ha visto il coinvolgimento dell’unità di perforazione e stoccaggio FPSO (Floating Production Storage and Offloading) del campo ABO, situato a poche miglia nautiche dal Delta del Niger.

Il mercantile, sotto contratto dell’azienda petrolifera italiana, ha simulato l’attacco da parte di un gruppo di terroristi: tempestiva l’attivazione della catena d’allarme nazionale, culminata con l’ordine di intervento per Nave RIZZO da parte della Centrale Operativa di CINCNAV.

La fregata, impegnata in pattugliamento congiunto con le Marine Europee operanti in area, si è diretta a massima velocità per prestare soccorso al mercantile vittima dell’attacco. Giunta in prossimità della FPSO, Nave RIZZO ha dispiegato ogni mezzo a sua disposizione per scongiurare la minaccia terroristica. Difatti, tramite elicottero SH-90, il team d’intervento della Brigata Marina San Marco ha assicurato la messa in sicurezza dell’equipaggio del mercantile.

Non da meno l’intervento degli specialisti del GOS (Gruppo Operativo Subacquei) del COMSUBIN (Comando Subacquei e Incursori) che hanno garantito l’assenza di eventuali ordigni collocati sotto la carena dell’unità.

Sempre nei giorni scorsi nave Rizzo ha partecipato ad un altro evento addestrativo con il Porta Container “Lucia” del Gruppo MSC nel nuovo hotspot della pirateria mondiale. Attività addestrativa congiunta con Assarmatori e MSC mirata alla verifica della catena d’allarme nazionale. Dopo l’iniziale allarme lanciato dal mercantile oggetto di attacco pirata, la FREMM si è diretta a massima velocità per prestare soccorso all’equipaggio in pericolo. Tempestivo l’intervento dell’elicottero SH-90 che, tramite tecnica fast-rope, ha potuto rilasciare il team della Brigata Marina San Marco e garantire così la messa in sicurezza della M/N “Lucia”.

Entambi gli eventi addestrativi congiunti hanno dimostrato ancora una volta l’importanza della cooperazione tra aziende italiane, cluster marittimo nazionale e la Marina Militare, da sempre a difesa degli interessi nazionali grazie alla professionalità e all’impegno diuturno dei propri equipaggi.

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Di Angelo Tofalo:

FONTE : Angelo Tofalo