Pino Cabras M5S – SERVE AUTOCRITICA.

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Siamo reduci da un’impressionante serie di sconfitte mai seguite da un’autocritica. Oggi il disastro del governo tecnico. L’introduzione di Crimi è il solito “troncare e sopire, sopire e troncare”. L’ultima spiaggia è sempre la penultima. Durante l’Assemblea che a inizio dicembre doveva decidere il voto sul MES citai Churchill: “potevate scegliere tra il disonore e la guerra, avete scelto il disonore e avrete la guerra”, ovvero “potevate scegliere tra il MES e la crisi di governo. Avete scelto il MES, e avrete la crisi di governo”. Nessuno che dica: forse abbiamo sbagliato strategia?

Abbiamo una priorità operativa, poi il resto: azzerare la cappa che soffoca il Movimento. Chi è nelle prime file vada nelle seconde file, si riposi, rifletta, tutti sono utili e nessuno è indispensabile. Non voglio nessuno che si ricostruisca una verginità pur di dominare gruppi parlamentari esposti a ogni giravolta: i “mai più con”, che diventano “adesso con” dopo 15 minuti. Siete padri e madri della sconfitta, remate più in là, per favore. La battaglia contro la trasformazione del governo in governo tecnico fatela fare in prima fila ad altri.

Da questo punto di vista prendiamo di petto la questione Recovery Fund. Il M5S è stato condotto alla narrazione e alle aspettative della cosiddetta “montagna di miliardi”. Non c’è nessuna montagna di miliardi. C’è una montagna di condizionalità e la condizionalità si chiama Mario Draghi.

Chi è Mario Draghi? È quello che nel 2011 scriveva una lettera al governo italiano per dettargli dieci anni di macelleria sociale? Oppure è quello che nel 2020 scriveva al Financial Times per dire che si può creare tutta la liquidità che serve per riequilibrare la crisi senza debiti insostenibili?

Sappiamo che ha salvato l’euro, ma non ha sanato una sola disuguaglianza.
Se Draghi accetta di fare una Moneta Fiscale che immette 150 miliardi l’anno nell’economia, annuncio fin d’ora la creazione dei “Sovranisti per Draghi”. Se non lo fa lo combattiamo senza quartiere, fedelmente al mandato elettorale.

Pino Cabras

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