perdona loro perchè non sanno il male che fanno

perdona loro perchè non sanno il male che fanno

Ci sono i due vigili di Roma picchiati e mandati all’ospedale da tre ragazzi che si sono rifiutati di indossare la mascherina.

Ci sono i due carabinieri che a Trastevere sono stati insultati e minacciati da altri ragazzi, per la stessa ragione.

Ci sono gli infermieri insultati sui social perché rimproverano chi non indossa le mascherine e temono il ritorno dell’incubo: “Questo è il lavoro che vi siete scelti e ora non rompete le palle” scrivono.

Ci sono gli operatori di bordo del traghetto per la Sardegna che sono stati insultati da una ex concorrente del Grande Fratello perché le hanno chiesto di indossare la mascherina.

Ci sono i poliziotti sbeffeggiati da chi cita leggi strampalate per giustificare la propria disobbedienza.

Ci sono i controllori sui treni, gli autobus, hostess, stuart, costretti a confrontarsi ogni volta con i fenomeni di turno che rifiutano la mascherina, urlano, sbraitano e si riprendono con il cellulare.

C’è la tizia che ha litigato con i vigili perché l’hanno obbligata a mettere la mascherina. E lei, tornata a casa, su Facebook ha recitato il Padre Nostro e offerto al diavolo il suo corpo pur di liberare il mondo dai “politici criminali del governo”.

Ogni giorno questi lavoratori sono costretti a perdere tempo e a beccarsi gli insulti di questi fenomeni qui. Ogni giorno migliaia di italiani sono messi in pericolo da loro.
Che attenzione: non sbucano dal nulla.

Ma sono figli tutti della stessa matrice ideologica: quella dei complottisti, dei negazionisti, dei sovranisti, dei leghisti. Sono tutti anti-governativi e figli della stessa propaganda.

Figli perfino della stessa legittimazione politica data loro da quel leader che crea assembramenti in tutta Italia, che non mette la mascherina, che dice “io la mascherina non la metto”, “io il saluto col gomito non lo faccio”, “io la mascherina a mia figlia non la faccio mettere”.

Ora gira per i social gira il penoso video di 5 anziani (sembra abbiano tra i 70 e gli 80 anni) che bruciano in un secchio le mascherine e in coro dicono: “Fallo anche tu”.
Se questa gente non avesse trovato in questi mesi legittimazione in una enorme parte politica probabilmente sarebbero fenomeni circoscritti e di folclore. Invece si sentono protetti, si sentono legittimati e crescono pericolosamente.

E di tutto questo i loro legittimatori, che sfruttano la paura e il complottismo per tornaconto personale, dovranno prima o poi rispondere davanti al Paese, all’Italia, ai lavoratori che hanno messo in difficoltà, ai famigliari delle vittime.

Emilio Mola