Perché votare no all’ammucchiata

Di Tommaso Merlo (Categoria: Attivisti):

Mai come oggi Rousseau e i cittadini che voteranno online sono determinanti per la storia del paese ma anche per quella del Movimento. Questa è davvero l’ultima occasione per chi ha creduto nel progetto e per quello che rimane del 4 marzo. Ecco perché votare convintamente no all’ammucchiata.

  • Allearsi con Berlusconi vuol dire tradire clamorosamente le idee e i valori fondanti del Movimento. Vuol dire arrendersi a tutto quello contro cui il Movimento ha sempre combattuto. Il Movimento ha sempre preteso onestà anche intellettuale dagli altri e chi oggi vuole tradire dovrebbe almeno avere l’onestà di ammetterlo. Allearsi con Berlusconi vuol dire calpestare la propria storia. Vuol dire politica senza memoria. E senza memoria la politica non ha neanche una morale. Davvero un triste epilogo per un movimento emerso al grido di onestà e “fuori la mafia dallo stato”.
  • Per realizzare le sue bandiere, al governo il Movimento ha dovuto combattere ed incassare rinunce nonostante avesse un suo premier e molti ministeri chiave. Figuriamoci cosa riuscirà a realizzare come stampella di un’ammucchiata sostenuta da partiti che fino a ieri si azzuffavano e non sono d’accordo su nulla. Con l’ammucchiata il Movimento porterebbe a casa giusto briciole ovviamente in cambio di qualche contropartita. L’unico vero risultato che otterrà sarà bruciare la credibilità che ancora gli resta. E senza credibilità una forza politica è spacciata.
  • Anche Draghi rappresenta tutto quello contro cui il Movimento ha sempre combattuto. Draghi è stato un esponente di spicco della Troika. È uno dei campioni della deriva neoliberista che in nome di una illusoria crescita economica ha privato i cittadini di diritti e di sovranità per darla a tecnocrati e lobby senza scrupoli. Turbocapitalismo finanziario, una deriva fallimentare che ha fatto dilagare povertà e ingiustizia sociale. All’interno dei singoli paesi come nel mondo intero. Il Movimento nasce per rimettere il cittadino al centro della politica e per migliorare la sua “vera” qualità della vita che non ha nulla a che fare con tabelle e grafici e tantomeno con gli umori dei mercati finanziari.
  • Anche un governo tecnico o ibrido è all’opposto di quello in cui il Movimento ha sempre creduto. Il Movimento nasce addirittura per costruire la democrazia diretta, per permettere ai cittadini di partecipare sempre di più alla vita democratica. Sia entrando nei palazzi di persona che votando da casa grazie alla rete. Una democrazia sempre più allargata ed aperta e guidata dal basso che non ha nulla a che fare con un governo in mano ad un tecnocrate calato dall’alto e ad una manciata di parrucconi non eletti da nessuno che commissariano per l’ennesima volta la politica. Il Movimento ha poi sempre creduto nell’intelligenza collettiva, altro che Salvatori della Patria.  
  • Allearsi col renzismo e con tutti i voltagabbana che hanno usato il Movimento per i loro giochetti è umiliante oltre che autolesionistico. Il Movimento ha dato vita a ben due governi entrambi traditi senza un perché. Se il Movimento abboccasse all’ammucchiata i suoi nemici ricomincerebbero ad umiliarlo ed usarlo anche peggio di prima. Questo perché il loro vero scopo è sempre stato quello di distruggere il Movimento. Dopo anni a combattere il Movimento è dimezzato e malconcio ma ancora in piedi, sarebbe davvero inspiegabile se alla fine decidesse di consegnarsi ai suoi carnefici.
  • Il Movimento nasce per cambiare il paese, per rinnovare la vecchia politica e la democrazia. Non per farne parte, non per assecondare i suoi vizi peggiori come imbastire ammucchiate quando i politicanti falliscono. Finora il Movimento è stato costretto a scendere a patti con la vecchia politica a causa di una sciagurata legge elettorale. Lo ha fatto per realizzare le sue promesse e in parte ci è riuscito. Ma lo ha fatto preservando la sua diversità, la sua integrità, vero motore della sua forza propulsiva. Se si mischierà in una ammucchiata diventerà un partito come gli altri. Anzi, molto peggio visto le enormi aspettative iniziali e visto il clamoroso epilogo di approdare tra le braccia di Berlusconi, di Draghi e di chi l’ha ripetutamente tradito.  
  • L’emergenza è tutta una scusa che poteva forse valere un anno fa. La guerra sta finendo e col piano Marshall europeo riparte la ricostruzione. Il Movimento stava guidando un governo che stava egregiamente affrontando l’emergenza, se davvero avevano a cuore le sorti del paese lo avrebbero lasciato lavorare invece che sciacallare per mesi e tradirlo fino a farlo cadere. La pandemia non c’entra nulla, il senso di responsabilità ancora meno. C’entra invece la vecchia politica che in questo paese non sembra voler tramontare mai. Il Movimento si è dimostrato serio e affidabile durante la pandemia e se oggi servisse ancora qualche mese per poter votare in piena sicurezza, allora sarebbe giusto appoggiare dall’esterno un governicchio tecnocratico che ci porti al voto il prima possibile. Ma questo senza aderire a nessuna letale ammucchiata politica.

Mai come oggi quello di Rousseau è un voto decisivo per le sorti del paese e del Movimento 5 Stelle. L’ultimo atto per molti che hanno creduto nel progetto. Se il Movimento aderirà all’ammucchiata sarà una vera svolta politica e quello che resta del 4 marzo dovrà trovare altre vie democratiche per provare a cambiare davvero l’Italia. Ma comunque vada il voto, mai arrendersi. Un conto è la politica, un conto è la storia.

Tommaso Merlo



FONTE : Tommaso Merlo