Per Salvini lavorare per 600 euro al mese non è sfruttamento. Non sa di cosa parla. Vive di politica dal 1993

Salvini ha dichiarato che seicento euro al mese per un cameriere stagionale non sono sfruttamento.

Lasciando intendere che i giovani siano dei fannulloni perché, a suo dire, preferiscono stare a casa a guardare gli europei e prendere il reddito di cittadinanza.

Salvini vive di politica, pagato dagli italiani, dal 1993. Oggi guadagna circa 15mila euro al mese come senatore assenteista. Praticamente lo paghiamo per guardare gli europei, andare in televisione, strafogarsi di ogni genere alimentare e fare l’influencer sui social. È evidente che non sappia di cosa parla quando si avventura in discussioni sul mondo del lavoro.

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Sicuramente non sa cosa significhi fare servizio a colazione, pranzo e cena. Ripete quello ciò che crede dovrebbe dire il leader del centrodestra, ruolo che ambisce a ricoprire. Il problema in effetti non è tanto lui. Oggi sostiene di essere per i voucher, i licenziamenti e i lavori stagionali, domani dirà che la Lega è sempre stata per i contratti a tempo indeterminato, il salario minimo e il blocco dei licenziamenti. Il problema è che questo è il modello secondo cui il centrodestra a trazione leghista di propone di guidare il Paese.

Se Salvini è davvero convinto bastino 600 euro al mese per vivere dignitosamente, perché non comincia a dare il buon esempio. Lui e i suoi compagni di partito, si taglino lo stipendio. Rinuncino ai vitalizi. Il condannato Formigoni che lavora per la collettività, per seicento euro al mese, sarebbe un esempio fortissimo per il Paese.



Di Massimo De Rosa:

FONTE : Massimo De Rosa