Per non dimenticare.

Era metà gennaio e c’era chi puntava il dito contro il governo, il Conte II, perché lento e inefficiente nell’erogare i ristori per le categorie in difficoltà.
In realtà stavamo stanziando altri 32 miliardi di euro. Parte di quelle risorse erano anche per la scuola. Per avviare corsi di recupero immediati per gli studenti in difficoltà, per garantire ulteriore sostegno psicologico alla comunità scolastica e anche, fondamentale, per fare in modo che le scuole potessero organizzarsi in autonomia per fare i test rapidi, visto che la maggior parte delle Regioni non erano e non sono in grado di farlo (anche per questo ora sono costretti a chiudere le scuole).
Nonostante questo Matteo Salvini il 14 gennaio tuonava: “Insufficienza e ritardi nei ristori”. O ancora: “Ristorare immediatamente tutte le attività economiche danneggiate. Questo astio nei confronti delle partite iva deve finire”. Stesse idee, stessa polemica, da parte dell’altro Matteo, Renzi: “Basta ritardi!”.
E poi l’informazione. Ieri il Fatto Quotidiano ha ricordato i titoli di giornale, di quelle giornate.
Oggi è il 12 marzo, sono passati 2 mesi. Se c’era fretta prima, oggi cosa dovremmo dire? Eppure, sento un gran silenzio.
Io ho votato la fiducia a questo Governo, ma ho sempre detto che non sarebbe stata in bianco. Bisogna accelerare, dare risposte alle famiglie e ai lavoratori, perché se il 14 gennaio era tardi, il 12 marzo lo è di più.

Lucia Azzolina