PER L’UE A MURO LECCESE VA TUTTO BENE, ANCHE SE I DATI SULLA QUALITA’ DELL’ARIA SONO DEL 2018

A volte, nelle mie interlocuzioni con la burocrazia, sia esse locale o europea, mi sembra di parlare con un muro. E’ quanto ho provato leggendo la risposta della Commissione europea alla mia interrogazione in cui denunciavo lo stato della qualità dell’aria a Muro Leccese.

Questo Comune pugliese, infatti, è interessato dalla presenza continua e diffusa di emissioni maleodoranti, che risultano particolarmente intense a seconda della direzione dei venti. Il Comune si trova a poca distanza da industrie, assi stradali trafficati e dal centro di Maglie, a sua volta sede di una zona industriale. La centralina posizionata nell’atrio dell’istituto “Cezzi – De Castro – Moro” di Maglie ha confermato il superamento dei valori di PM2,5, nel periodo da dicembre 2019 ai primi mesi del 2020, e la presenza di cattivi odori nell’aria. Da qui la richiesta alla Commissione di valutare se sia necessario procedere al riesame della classificazione dell’agglomerato di Muro Leccese.

La risposta della Commissione:
“Secondo le ultime relazioni sulla qualità dell’aria per il 2018, ultimo anno di riferimento, debitamente presentate dalle autorità italiane, la zona di qualità dell’aria IT1216 non ha evidenziato alcun superamento dei valori limite annuali di PM2,5”. Già, il 2018. Ma noi ci riferivamo al 2019-2020. E’ mai possibile che nell’era digitale, la comunicazione tempestiva di dati cosi’ importanti per la salute della cittadinanza arrivi in ritardi di 2 anni?



dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale:

FONTE : Rosa D’Amato – Portavoce M5s nel Parlamento EU