Paolo Ficara: “I fondi per il sud sono del sud. Il nostro impegno è dare risposta alle istanze delle forze economiche e produttive del territorio”

Paolo Ficara: “I fondi per il sud sono del sud. Il nostro impegno è dare risposta alle istanze delle forze economiche e produttive del territorio”

Vi riportiamo l’intervista rilasciata dal Portavoce Paolo Ficara a La Civetta Press

C’è spazio anche per la contestatissima tecnologia 5G nell’ampia intervista al deputato del M5S Paolo Ficara. “Gli effetti per la salute umana non dipendono dalla tecnologia di trasmissione radio 5G, 4G o 3G ma dal livello di esposizione ai campi elettromagnetici, che è vincolato dalla legge. Quindi gli effetti del 5G in sé non sono pericolosi” dice

C’è in parlamento il dibattito sul Mes visto da alcuni come una possibilità per evitare di chiedere agli Italiani nuovi sacrifici. Fino a che punto voi del M5S pensate di poter mantenere la vostra opposizione?

Il tema è complesso e tocca più aspetti. In sintesi dico No al Mes con le condizionalità previste nel trattato e Si ad altri strumenti come gli eurobond o il recovery fund. Queste ultime sarebbero forme comuni di sostegno ed è proprio quello che oggi si chiede all’Europa. Questa crisi non è stata causata dagli errori di bilancio di un singolo Paese o da comportamenti spendaccioni di altri. Stiamo affrontando una crisi globale, sanitaria ed economica e l’Europa deve rispondere da comunità. Se non lo fa, vuol dire che abbiamo creduto in un progetto politico di unione che, nel momento del bisogno, è andato in frantumi.

In provincia sono esplose le contraddizioni esistenti da tempo fra incompetenze, privatizzazioni, sprechi, privilegi e blocco da anni nella costruzione del nuovo ospedale. Le enunciavano le ricerche sulla qualità della vita da anni (Sole 24ore e Italiaoggi). Davanti a questi dati pubblici c’è stata anche la vostra assenza. Oggi quali le vostre risposte?

Silenziosi non proprio, negli ultimi anni siamo stati tra i pochissimi che hanno denunciato i ritardi rilevati da tali classifiche. Non abbiamo bofonchiato, abbiamo svelato limiti e vizi di una classe politica locale, intendo comunale e regionale, miope, priva di sguardo lungo ed ambizione e più interessata al piccolo e non duraturo risultato del momento, alle volte più d’interesse personale che collettivo. L’ospedale ne è un ottimo esempio. È dal 1985 che se ne parla. Le altre province ne hanno costruiti diversi, noi in 30 anni abbiamo solo ascoltato chiacchiere ma zero scelte, persino sull’area dove costruirlo. A Catania si sono costruiti tre ospedali di secondo livello, a Siracusa invece si tagliavano posti letto, si favoriva il privato e si decideva di non decidere. Facile dire che l’ospedale di Siracusa non c’è perché non lo vuole Catania.

L’ospedale nuovo non c’è perché nessuno a Siracusa si è veramente speso per averlo. Motivo per cui, bisognerebbe guardare indietro e chiedersi a chi tutto questo stallo ha giovato. Non voglio pescare nel torbido ma, ne converrete, qualche domanda bisogna pur porsela. Finalmente negli ultimi due anni si è data una svolta, con l’abbandono di un’area sbagliata come quella della Pizzuta e la scelta di una più adeguata. Questa emergenza ci ha dimostrato che adesso dobbiamo andare veloci. Questo non vuol dire che qualcuno ne potrà approfittare. L’ospedale muove un investimento da 200 milioni e comprendo che potrebbe far gola anche a chi non è sempre leale e corretto.

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Il governo sta varando grossi importi per investimenti anche europei destinati al Sud e Sicilia eppure si afferma che li vogliono deviare al Nord. Cosa state facendo in merito?

Questa notizia è stata già smentita più volte. Si trattava di una bozza predisposta da tecnici del DIPE (Dipartimento della Programmazione Economica) immediatamente denunciata dal M5S e sconfessata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Turco e dal Ministro per il Sud Provenzano. Le dirò di più, in fase di discussione del Def, il documento di economia e finanza, ho personalmente fatto inserire un’osservazione al parere della Commissione Trasporti affinché fosse scritto nero su bianco che regola del 34% e fondi FSC non si toccano. Insomma, gli stanziamenti programmati per il Sud restano al Sud. Lo abbiamo ribadito: la soluzione a questa crisi non sarà come quella del governo Berlusconi 10 anni fa (drenare risorse da Sud a Nord). Siamo un Paese solidale ma questo non vuol dire che il Nord possa disporre di tutto, a suo piacimento. Ci siamo posti a difesa di quei fondi e li abbiamo tenuti, fedeli alla loro destinazione.

Sull’app e altri controlli per il Covid19 si sollevano questioni di privacy. Cosa si può fare affinché tutti i dati che saranno raccolti siano cancellati quando si tornerà alla normalità?

Il Consiglio dei Ministri ha da poco varato la norma ora all’esame del Parlamento, tenendo nel debito conto le indicazioni del garante della privacy e di tutte le istituzioni europee. L’app non raccoglierà nessun dato di geolocalizzazione degli utenti, potrà essere scaricata volontariamente e utilizzerà codici che non permetteranno di risalire all’identità dell’utente. Senza banalizzare, vorrei ricordare che da anni, e non a causa di un virus, abbiamo volontariamente ceduto parte della nostra privacy nel momento in cui abbiamo acquistato il primo smartphone, oppure ci siamo iscritti a Facebook, WhatsApp o scaricando applicazioni varie a cui cediamo molte delle nostre informazioni personali.

L’attività turistica nella provincia e in particolare a Ortigia sta subendo un grosso danno. Quali gli strumenti e investimenti che porrete in campo?

Questa crisi mondiale sta lasciando macerie economiche in ogni settore. Come forza di governo stiamo mettendo a punto nuove misure di sostegno e di ripartenza, nell’immediato e nel medio-breve termine. Dobbiamo però essere onesti. Per quanto ci si possa impegnare per creare le migliori condizioni oggi possibili, alcune attività chiuderanno. Questo pensiero fa stare male. Ci sono vite, sacrifici, sforzi dietro ogni attività o partita iva. Molte altre aziende dovranno affrontare un periodo di difficoltà. Il settore turistico è stato fortemente compromesso dal lockdown, frontiere chiuse e spostamenti limitati. Provvedimenti per carità giusti e condivisi.

Una ripresa nell’immediato però è complicata persino da immaginare. Una cosa voglio dirla: non faremo mancare supporto e sostegno, in questo come in tanti altri settori. Pochi giorni fa ho voluto ascoltare le associazioni dei ristoratori, a livello provinciale e nazionale. Ho chiamato gli organizzatori del flashmob di protesta per ascoltare e capire cosa davvero serva. E continuerò a farlo con tutti i rappresentanti di ogni categoria o parte sociale perché voglio raccogliere le istanze che partono dalle forze economiche e produttive del territorio e farle confluire in atti parlamentari da porre all’attenzione del governo.

Sembra confermato che il particolato PM10 trasporti il Covid19. Gli stabilimenti nella zona industriale l’emettono per cui c’è bisogno di maggiore attenzione e penalità con strumenti e altro di legislativo. A riguardo l’ultima legge antinquinamento regionale prevede ciò. È necessaria la sua immediata applicazione, cosa dice il Movimento?

Ma è utile anche sapere che il 79% degli oltre 200 mila positivi si trova nelle regioni del Nord, che addirittura la percentuale dei soggetti che hanno perso la vita in queste regioni, rispetto al totale dei deceduti, è dell’86% (il triste record lo detiene la Lombardia con il 50% dei morti di tutta Italia). Percentuali abbastanza in linea (attenzione, dico percentuali e non numeri in assoluto) con quelle che si registrano ogni anno per quanto riguarda i decessi per malattie respiratorie e polmonite in Italia, rispettivamente il 70% e l’83% si concentra nelle regioni del centro-nord. Ci saranno dei fattori di rischio che incidono su queste percentuali? Sicuramente. Come appare dalle recenti notizie sul legame tra smog e diffusione della pandemia. Non c’è ancora evidenza scientifica, ma correlazione tra polveri sottili e malattie respiratorie sì. E alcune ricerche puntano a dimostrare un collegamento tra il fatto che la zona più inquinata d’Europa (la Pianura padana) sia anche quella con il più alto numero di casi. E questo dovrà imporci una seria riflessione e il cambiamento di certe abitudini di vita, soprattutto nelle nostre città.

Per quanto riguarda l’area industriale e il riferimento alla legge del M5S sul sistema SIMAGE, noi non arretreremo di un millimetro sulla sua piena applicazione. Non può essere certo un virus, a ritardare l’adozione di strumenti non più rinviabili per il monitoraggio della qualità dell’aria e quindi per tutelare il diritto alla salute dei cittadini. Ci auguriamo che il governo Musumeci ne sia altrettanto convinto. Lavoro ed investimenti, anche da parte di gruppi stranieri, non sono da demonizzare in assoluto. Come non si deve demonizzare il fatto che si vogliano avere garanzie certe sulla qualità dell’aria e sul livello di emissioni nell’atmosfera.

Con l’avvenuta emergenza sanitaria assembramenti, manifestazioni politiche saranno bloccati. È in atto l’applicazione di strumenti che useranno organizzazioni politiche/sindacali, movimenti, associazioni anche singoli cittadini per esprimere le loro opinioni collettive. Quali le vostre proposte per un potenziamento del web locale a costi bassi?

Facendo di necessità virtù, siamo stati costretti a scoprire i vantaggi della rete: lezioni on line, webinar, teleconferenze, smart working, uso dei social, posta elettronica, uso di piattaforme telematiche per qualsiasi finalità. Per far fronte a tale crescita del traffico sulle reti di comunicazioni elettroniche di questo periodo, il Governo ha previsto nel decreto Cura Italia che gli operatori di Tlc migliorassero le capacità di rete e della qualità del servizio, garantendo l’accesso ininterrotto ai servizi di emergenza. Portare tutti i cittadini sulla banda ultra larga, incentivare lo sviluppo di infrastrutture e soluzioni digitali italiane, permettere alle imprese di sviluppare reti resilienti deve essere una priorità, perché ne deriva la competitività del Paese. E gli operatori, ne sono certo, comprenderanno quanto sia importante per tutto il sistema Italia garantire l’accesso alle infrastrutture digitali con prezzi stimolanti e non da superlusso. Anche perché non è più quel tempo.78ldxsl 300x225 1 - Paolo Ficara: “I fondi per il sud sono del sud. Il nostro impegno è dare risposta alle istanze delle forze economiche e produttive del territorio”

Ambulanti, ex commercianti falliti, artigiani, manovali, muratori, etc., presenti in molti nella provincia sono i più toccati dalla crisi, perché non possono neppure accedere ai benefici previsti dal governo. Si potrebbe avere l’istituzione di un reddito di cittadinanza senza condizionalità o altro? Quali le proposte efficaci del movimento?

Stiamo lavorando proprio per garantire un sostegno a tutti e non lasciare nessuno indietro. Dopo il primo decreto economico di marzo, il governo sta definendo il secondo decreto da 55 miliardi di euro, una manovra economica che non si è mai vista in Italia. Ci sarà un prolungamento della cassa integrazione per tutti i lavoratori che stanno rischiando di perdere il lavoro a causa del covid19, ci sarà un accesso più veloce al reddito di cittadinanza e si, stiamo elaborando un reddito di emergenza per tutte quelle persone che rimangono fuori da ogni forma di sostegno o sussidio. Ma stiamo lavorando anche per lavoratori autonomi, partite IVA e imprese con un aumento del bonus dei 600 euro, finanziamenti a fondo perduto e prestiti a lungo termine. Ma oltre agli aiuti, stiamo cercando di velocizzare al massimo le procedure. Non c’è categoria economica che non stia soffrendo questa crisi, da Nord a Sud. Dobbiamo stare uniti perché da questa crisi ne usciamo solo tutti insieme. Non vorrei però che si commettesse l’errore di considerare lo Stato come il datore di stipendio per tutti. Lo Stato è un alleato e, tramite il governo, starà dalla parte dei cittadini.

Ambulanti, ex commercianti falliti, artigiani, manovali, muratori, etc., presenti in provincia sono toccati dalla crisi: non possono accedere ai benefici previsti dal governo?

Ripeto anche ambulanti, muratori etc. che hanno regolare partita iva possono accedere al bonus INPS, mentre i lavoratori in nero possono accedere al reddito d’emergenza.

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Cosa mi dice sulla tecnologia 5G?

È curioso come da un lato questa emergenza abbia fatto registrare un boom di domanda di “rete”, ma dall’altro si leggano tante notizie circa la temuta pericolosità della tecnologia 5G. Un po’ la stessa situazione dell’app Immuni e la tutela della privacy. Provo a fare chiarezza, anche se non è facile perché l’argomento è complesso e studi e approfondimenti sono in corso. Lo sviluppo della tecnologia 5G era uno dei punti del nostro programma elettorale del marzo 2018. Il 5G è una tecnologia dalle grandi potenzialità che potrà essere applicata in diversi ambiti della nostra quotidianità, dalla medicina ai trasporti, per migliorare la vita dei cittadini. In Commissione Trasporti stiamo conducendo una indagine conoscitiva sull’argomento, ascoltando tutti gli attori coinvolti, sia soggetti favorevoli che contrari. E spero che gli studi scientifici sappiano darci risposte sempre più chiare. Ma su alcuni punti possiamo sgombrare il campo da tante “inesattezze” che si leggono online. Gli effetti per la salute umana non dipendono dalla tecnologia di trasmissione radio 5G, 4G o 3G ma dal livello di esposizione ai campi elettromagnetici, che è vincolato dalla legge. Quindi gli effetti del 5G in sé non sono pericolosi, o comunque non lo sono né più né meno di quelli delle tecnologie delle generazioni precedenti. L’esposizione ai campi elettromagnetici è stabilita dalla legge e nel caso dell’Italia possiamo stare tranquilli perché i valori fissati sono tra i più bassi al mondo. Noi abbiamo un valore di 6 volt metro, ben al di sotto della soglia scientificamente definita per prevenire effetti sul corpo umano e ampiamente al di sotto della media europea che è tra i 41 e i 51 volt metro. Le frequenze del 5G saranno in gran parte quelle che servono per il digitale terrestre e anche quelle utilizzate per portare internet a casa mediante connessione wireless. Sono frequenze già conosciute e che fanno parte della nostra quotidianità da tempo. Inoltre, l’installazione di nuove antenne in siti dove ne sono già presenti delle altre, per legge, non può portare ad un superamento dei valori di attenzione precauzionali vigenti in Italia, appunto i 6 volt metro. È invece prevedibile che, con la progressiva sostituzione delle tecnologie precedenti, le esposizioni complessive diminuiranno ulteriormente. Su un tema così delicato serve comunque confronto, approfondimento e conoscenza. E meno politica, se posso permettermi. Proliferano ordinanze contro il 5G ma sembra che siano più un occhiolino ai timori della popolazione che una reale volontà di perseguire il bene comune. In ogni caso, ben venga il potenziamento degli organismi di controllo e la ricerca scientifica indipendente.

Fonte: http://www.lacivettapress.it/ 



Di Movimento 5 stelle Siracusa:

FONTE : Movimento 5 stelle Siracusa

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