Ora inizia la sfida più grande

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, rafforzato dalla compattezza del Governo e della maggioranza, ha ottenuto in Europa un risultato che cambia la storia del nostro Paese e dell’intera Unione continentale.

Le prime emissioni di debito comune, seppur con tutte le limitazioni connesse all’emergenza pandemica, ci dicono una cosa chiara: la solidarietà ha sconfitto i pur emergenti egoismi, il senso di un destino comune ha prevalso sui particolarismi di stampo politico ed elettoralistico.

Ora inizia la sfida più grande. Dovremo spendere al meglio questi fondi: in gioco non ci sono soltanto centinaia di miliardi, ma la nostra credibilità come classe politica e come sistema Paese. Non possiamo lasciarci sfuggire un’occasione epocale per superare difficoltà e ritardi risalenti a ben prima del coronavirus e incancreniti in almeno tre decenni.

La Pa e il mio ministero giocano un ruolo chiave in questa partita. La modernizzazione della macchina dello Stato è il motore principale per la ripresa del Paese. Eravamo già all’opera per realizzarla, il Covid non ha fatto altro che accelerare i tempi. Con i decreti ‘Rilancio’ e soprattutto con il ‘Semplificazioni’ abbiamo messo in campo norme fondamentali per sciogliere lacci e lacciuoli.

Con il Recovery plan dovremo centrare alcuni bersagli decisivi:

👉 digitalizzazione e big data: dobbiamo incentivare l’erogazione di servizi pubblici online e soprattutto la loro conoscenza e fruizione da parte dei cittadini. Ma dovremo anche valorizzare un fluido e sicuro utilizzo dei dati da parte delle amministrazioni, potenziando i servizi cloud e il dialogo tra i database, soprattutto in vista dell’arrivo del 5G;

👉 formazione: non possiamo pensare di avere una Pa “smart” senza un personale “smart”. Serviranno risorse per aggiornare continuamente le competenze del pubblico impiego, a partire da quelle digitali e organizzative in vista della messa a regime del vero smart working. Le Pa non dovranno più lesinare su questo;

👉 Sna: dobbiamo ulteriormente potenziare la nostra Scuola nazionale dell’amministrazione sul modello “business school”, affiancando alle tradizionali competenze giuridiche ed economiche altri saperi tecnici e promuovendo un approccio più manageriale per la nostra dirigenza pubblica;

👉 Tempi rapidi: promuoveremo progetti di assistenza e sostegno alle amministrazioni con il fine di gestire procedure complesse, riducendo così i tempi di conclusione delle pratiche e di adozione dei provvedimenti.

Ora inizia la sfida più grande, ma siamo pronti ad affrontarla assieme a tutti gli italiani, con la forza di chi, come dimostrato da Conte in Europa, sa di essere dalla parte giusta della storia.



Di Fabiana Dadone:

FONTE : Fabiana Dadone